JUVE30 WEB BLOG

Blog bianconero

Archivio per febbraio 2012

GOAL.COM SU MILAN

Pubblicato da Alfredo su 26 febbraio 2012

Milan-Juventus 1-1: Nocerino lancia il Diavolo, Matri salva l’imbattibilità della Signora… ma all’appello manca un goal

Nocerino al 15′ ha portato in vantaggio il Milan. Al 24′ è andato a segno anche Muntari, ma il suo goal non è stato rilevato dalla terna arbitrale. Nel finale pareggio di Matri.

di Samuele Maggio

Muntari & Borriello - Milan-Juventus - Serie A

Getty Images

A San Siro succede tutto e… niente. Milan e Juventus pareggiano per 1-1 e mantengono invariata la situazione in cima alla classifica della Serie A. Ma contrariamente a quanto possa far pensare un risultato di parità, a San Siro è stata sfida ricca e colpi di scena, ben giocata dai rossoneri per lunghi tratti – anche grazie al goal in apertura di Nocerino – fino al ritorno della Signora nel finale con Matri. Per giorni, o forse settimane, si discuterà però di un goal che non è stato assegnato, quello (regolare) non convalidato da Tagliavento a Muntari.

FORMAZIONI - Il Milan è praticamente quello annunciato alla vigilia, con il solo Mexes al posto di Nesta – che non ce la fa – e Antonini preferito ad un febbricitante Mesbah. Muntari parte ancora titolare a centrocampo, Emanuelson gioca da trequartista a supporto di Pato e Robinho.

Sponda Juventus i dubbi erano tutti davanti, con quattro punte a giocarsi due maglie. A spuntarla sono, un po’ a sorpresa, i ‘meno titolari’: Borriello e Quagliarella guidano l’attacco bianconero. A sinistra altra novità, con Estigarribia che soffia il posto a Pepe.

PARTITA - I ritmi sono da subito alti, le due squadre scaricano in campo tutta la tensione accumulata in giorni carichi di attesa. C’è tanta foga, e di conseguenza anche poca precisione. E’ un avvio in cui la Signora si trova più a proprio agio rispetto al Milan, pur senza procurare grandi grattacapi alla difesa rossonera. D’altronde gli uomini di Conte sono abituati a viaggiare a certe velocità.

La fase di studio, però, termina presto, al quarto d’ora, quando – come spesso accade nei big match – è un episodio a sbloccare la contesa. Bonucci prima perde palla e poi devia alle spalle di Buffon la conclusione di Nocerino, che trova il suo ottavo centro in campionato e fa esplodere San Siro. Da lì in poi, fino all’intervallo, sarà un monologo rossonero.

La truppa di Allegri corre come accaduto in poche altre volte nella sua gestione, arrivando a mettere in difficoltà anche una Juve che del dinamismo aveva fatto la propria arma principale. Alla corsa, però, i rossoneri riescono ad abbinare anche una discreta qualità, tradotta in nuove minacce per la porta di Buffon.

La più eclatante con Muntari, che sugli sviluppi di un calcio d’angolo raccoglie una respinta miracolosa del numero uno avversario e ribadisce in rete: la palla oltre passa nettamente la linea, ma nè Tagliavento nè l’assistente vedono un goal piuttosto chiaro anche ad occhio nudo. Si va al riposo così, con un Milan avanti ma infuriato.

Anche la ripresa – che vede El Shaarawy in campo al posto di uno spento Pato – si apre con i nervi tesi, ma stavolta è la Juventus a recriminare: Mexes decide di porre fine ad un duello con Borriello colpendolo con un gancio che nessuno della quaterna arbitrale coglie in diretta. La Signora è più intraprendente, ma le cose migliori le fa vedere ancora il Milan.

El Shaarawy regala ulteriore velocità ad attacco già pimpante con Robinho ed Emanuelson, con i quali dialoga alla grande. I contropiedi dei rossoneri arrivano ad impensierire la retroguardia della Juve a più riprese, costringendo sia Chiellini che Barzagli a fare gli straordinari. L’occasione migliore, però, capita a Quagliarella, che a botta sicura non riesce a infilare un superlativo Abbiati.

E’ l’avvisaglia che qualcosa sta cambiando, nella partita. Il Milan dopo aver macinato chilometri si ritrova a corto d’ossigeno e fatica a coprire il campo come fatto sin dal primo minuto, la Signora trova coraggio con lo scorrere delle lancette e alza gradualmente il proprio baricentro, fino a chiudere il Diavolo nella sua metà campo.

E’ in questo scenario che arriva, all’83′, il goal del pareggio di Alessandro Matri, entrato da pochi minuti al posto di Quagliarella: perfetto l’inserimento del centravanti sul traversone teso di Pepe, anticipato Thiago Silva e freddato Abbiati. E’ il guizzo che fissa il punteggio sull’1-1, spezza definitamente il fiato al Milan – nonostante il rosso a Vidal – e cristallizza la situazione in vetta alla classifica.

TATTICA – Le cose più interessanti le fa vedere Conte, che si mostra in tutta la sua natura camaleontica cambiando in corsa lo spartito. La sua Juve non gira con il 3-5-2? Poco dopo la mezzora basta un cenno ai suoi, ed eccoli ridisporsi con un più offensivo 4-3-3.

CHIAVE – E’ il ritmo. Quello che riesce a dare il Milan nel primo tempo quasi sorprende la Juventus, battuta proprio sul suo terreno preferito. Non appena calano i giri del motore rossonero nell’ultima mezzora della partita, ecco riaffiorare lo spirito della Signora, che più lucida trova il pari con Matri.

CHICCA – Gli scherzi del destino: il Milan si porta in vantaggio con un prodotto del vivaio juventino (Nocerino), la Juventus pareggia grazie ad un ragazzo cresciuto nel settore giovanile rossonero (Matri). Non facevano prima a tenerseli?

MOVIOLA – Tagliavento sbaglia più di una chiamata – da un vantaggio non concesso ad Estigarribia al pugno di Mexes non ravvisato -, ma l’errore più eclatante è senza dubbio il goal non concesso a Muntari: non c’è fuorigioco, non c’è alcun fallo, non c’è dubbio sul fatto che la palla sia entrata abbondantemente. L’arbitro si fida di Romagnoli e lascia proseguire. Lo stesso assistente sbandiera un fuorigioco inesistente su Matri – a tu per tu con Abbiati – a dieci minuti dal termine. Giusta l’espulsione di Vidal nel finale.

PROMOSSI&BOCCIATI – Finchè reggono le gambe, nel Milan si salvano quasi tutti. Quasi, sì, perchè Pato delude anche contro la Signora: impalpabile, quasi spaesato nei primi 45′ minuti, resta negli spogliatoi dopo l’intervallo. Tra tutti si fa preferire Robinho per il grande lavoro fatto su tutto il fronte d’attacco.

Barzagli e Chiellini reggono la difesa della Juventus nel momento più delicato, quello in cui i contropiedi rossoneri si succedevano con pericolosa frequenza. Ma la copertina va inevitabilmente a Matri, che entra, segna e si riprende presumibilmente il posto da titolare. Da rivedere Bonucci, male Vidal.

Pubblicato in: Uncategorized | Lascia un commento »

GAZZETTA SU MILAN-JUVE

Pubblicato da Alfredo su 26 febbraio 2012

Matri risponde a Nocerino
Ma è bufera per il gol di Muntari

Milano, 25 febbraio 2012

Milan-Juve finisce 1-1 ma è polemica per la rete non convalidata all’ex interista. E nella ripresa annullato gol regolare a Matri e non visto un pugno di Mexes a Quagliarella. Vidal espulso al 43′ s.t.

Siamo alle solite. Botta e risposta. Alla fine tra Milan e Juve finisce pari: 1-1, un gol per tempo. Con due gol validi ignorati dal pessimo Tagliavento: uno di Muntari e uno di Matri, colui che, inserito nella ripresa, pareggia la rete di Nocerino. Distacchi invariati, dunque, con la Juve che ha sempre un match da recuperare. Partita non bella, troppo arrabbiata per essere ricordata.

LE SCELTE — Infortunati e squalificati? Rispettivamente nove e uno (Ibra). Ma Allegri va oltre. Incassa l’ennesimo problema fisico di Nesta e schiera in pratica la stessa formazione di Cesena, ma con Mexes centrale, Antonini a sinistra e Pato dal 1’. Fiducia incondizionata a Emanuelson trequartista e Muntari alla sinistra di Van Bommel. La Juventus? Dal 3-5-2 prende forma una squadra votata al pressing. In mezzo il faro di Pirlo; sulle fasce Estigarribia e Lichtsteiner; in attacco Borriello e Quagliarella. Scelte calibrate con due obiettivi precisi: aggredire le fasce e impedire ai rossoneri di rilanciare la manovra e sfruttare quindi la velocità di Pato e Robinho.

Antonio Nocerino esulta dopo la rete dell'1-0. Reuters
Antonio Nocerino esulta dopo la rete dell’1-0. Reuters

NOCERINO FA L’OTTAVO — L’intenzione è quella, e la partenza della Juve promette scintille. Il Milan però non cade nella trappola impedendo ai bianconeri di far girare la palla e guadagnare metri. Anzi, sono i rossoneri a pressare e mettere in difficoltà la difesa di Conte. Le incertezze si pagano, e al 15’ il Milan passa con un gol di Nocerino dal limite, ottava rete in campionato, un tiro deviato da Bonucci, autore poco prima di un errore su disimpegno. La rete è adrenalina pura e carica i rossoneri che attaccano, senza perdere contatto con la fase difensiva. Al 25’, addirittura, arriva il raddoppio: Buffon fa il prodigio respingendo il colpo di testa di Mexes per poi smanacciare la palla di Muntari ben oltre la linea di porta, ma Tagliavento non vede, scatenando la rabbia del Milan e il contropiede della Juve che sfiora il pari: un bolide dal limite di Estigarribia deviato in angolo da Abbiati. La rincorsa dei bianconeri verso il gol è pasticciata. I rossoneri pressano i portatori di palla e concedono pochi spazi, sbarrando la strada a Pirlo e Marchisio, gli elementi più cerebrali della Juve, e alle punte che non trovano varchi. Dopo la botta dal limite al 42’ di Van Bommel di pochissimo a lato, è Vidal a sfiorare il palo alla destra di Abbiati. Il vantaggio rossonero alla fine ci sta tutto. Anche se realizzato senza la partecipazione di Pato, avulso alla partita e mai incisivo.

LA RIVOLUZIONE DI CONTE — Non a caso il brasiliano concede la ripresa a El Shaarawy, mentre nella Juve Pepe prende il posto di Estigarribia. Conte chiede più penetrazione alla squadra, ma è senza dubbio il Faraone a incidere di più. Poco lucida, la Juve subisce il pressing rossonero e nelle ripartenze deve fare i conti con il coltello fra i denti della difesa milanista. Conte toglie l’anonimo Borriello per Vucinic, affidandosi all’istinto del montenegrino. La squadra bianconera prova a mantenere il pallino del gioco alzando il baricentro, ma rischiando il contropiede del Milan: canovaccio ripetuto, con Robinho alla ricerca ossessiva di El Shaarawy. Lo spietato senso del calcio della Juventus, quello con la bava alla bocca tanto per intenderci, esplode al 24’, quando Quagliarella a un metro dal gol tira addosso ad Abbiati, poco prima di lasciare il posto a Matri.

Matri esulta festeggiato da Chiellini. Afp
Matri esulta festeggiato da Chiellini. Afp

MATRI NON SBAGLIA — È senza dubbio il momento migliore della Juve. Allegri corre subito ai ripari giocando la carta Ambrosini per Emanuelson: meno corsa, insomma, e più copertura, perché la Juve ha sette anime e anche se la serata non è delle migliori l’attenzione non è mai abbastanza. L’immagine è netta: Milan nella sua metà campo e bianconeri in assedio. Il gol arriva ed è di Matri, ma Romagnoli, lo stesso che non aveva visto la rete di Muntari, sventola la bandierina del fuorigioco, così Tagliavento taglia corto. In verità l’attaccante appare in linea al momento del tiro, mentre Chiellini si tiene lontano dall’azione. E’ un finale mozzafiato in cui l’esito è appeso a un filo. Basta poco per spezzare gli equilibri. E’ sufficiente una disattenzione per permettere a Matri di raccogliere l’assist di Pepe e di infilare Abbiati con una prodezza. Vidal si fa espellere per un’entrataccia da tergo, ma è un rosso che non guasta il buonumore juventino. Uno a uno e tutti a casa.

Gaetano De Stefano

Pubblicato in: Uncategorized | Lascia un commento »

6° GIORNATA DI RITORNO

Pubblicato da Alfredo su 26 febbraio 2012

Milano – Stadio “Giuseppe Meazza” – 25/02/2012

MILAN-JUVENTUS 1-1     14′ Nocerino (M), 83′ Matri (J)

MILAN (4-3-1-2):

Abbiati – Abate Mexes Thiago Silva Antonini – Nocerino Van Bommel Muntari -
Emanuelson (dal 72′ Ambrosini) – Pato (dal 46′ El Shaarawy) Robinho -   All. Allegri

JUVENTUS (3-5-2):

Buffon 6,5 – Barzagli 6,5 Bonucci 4 Chiellini 7 – Lichtsteiner 5,5 Vidal 4 Pirlo 6
Marchisio 5 Estigarribia 5 (dal 46′ Pepe 6,5) – Borriello 5 (dal 54′ Vucinic 6)
Quagliarella 5,5 (dal 69′ Matri 7) -   All. Conte 6

Pubblicato in: Uncategorized | Lascia un commento »

5° GIORNATA DI RITORNO

Pubblicato da Alfredo su 19 febbraio 2012

Torino – “Juventus Stadium” – 18/02/2012

JUVENTUS-CATANIA 3-1     4′ Barrientos (C), 22′ Pirlo (J), 74′ Chiellini (J), 81′ Quagliarella (J)

JUVENTUS (3-5-2):

Buffon 6,5 – Barzagli 6,5 Bonucci 6 Chiellini 7 – Padoin 5,5 (dal 61′ Pepe 6)
Marchisio 6 Pirlo 8 Giaccherini 6 De Ceglie 6,5 (dal 68′ Vucinic 6) – Borriello 5,5
(dal 77′ Lichtsteiner sv) Quagliarella 7 -   All. Conte 6

CATANIA (4-3-3):

Kosicky – Motta Bellusci Legrottaglie Marchese – Izco Lodi (dal 60′ Spolli) Almiron -
Gomez (dal 71′ Seymour) Bergessio Barrientos (dal 50′ Biagianti) -   All. Montella

Pubblicato in: Uncategorized | Lascia un commento »

GAZZETTA SU JUVE-CATANIA

Pubblicato da Alfredo su 19 febbraio 2012

Classe Pirlo, grinta Chiello
La Juve stende il Catania

Milano, 18 febbraio 2012

A Torino i bianconeri tornano al successo, imponendosi 3-1 in rimonta dopo un primo tempo sofferto, nel quale avevano replicato alla rete di Barrientos con il primo centro per la Vecchia Signora di Pirlo, su punizione. Nella ripresa espulso Motta per doppia ammonizione, poi reti di Chiellini di testa e Quagliarella

La Juventus dà tre schiaffi al Catania e alle recenti polemiche, e torna prima in classifica. Allo Juventus Stadium una gara molto complicata, non rispecchiata dal punteggio finale, finisce 3-1 per gli uomini di Conte che così scavalcano di 2 punti il Milan, a parità di partite giocate. La gara con il Catania, terza “piccola” affrontata di fila dopo gli 0-0 con Siena e Parma, nei quali agli errori sottoporta si erano aggiunti quelli arbitrali a sfavore, contestati a voce alta, è stata completamente diversa. Ma altrettanto complessa. Nel primo tempo un ottimo Catania, replicando sul piano del gioco, senza barrricate, ha fatto vedere i sorci verdi alla Vecchia Signora, che poi nella ripresa ha schiantato gli avversari sul piano del ritmo e della volontà.

Pirlo esulta dopo la rete del vantaggio. Ansa
Pirlo esulta dopo la rete del vantaggio. Ansa

MAESTRO IN REGIA — Pirlo ha segnato il primo gol per i bianconeri, stasera ancora in maglia rosa, da leader del Giro d’Italia che è il campionato, ma soprattutto ha predicato calcio come solo lui sa fare, in Italia. Responsi meno unanimi dalle punte, attese ad un passo avanti, dopo le recenti difficoltà sottoporta. Quagliarella ha giocato bene e segnato nel finale, pur su regalo del portiere avversario Kosicky, in serata di quelle da rimanere a letto per evitare di far danni. Borriello invece ha faticato di più, e Vucinic, entrato nel finale, ha trovato il tempo di mangiarsi la solita palla gol. Ma il cuore della Juve, ben rappresentato da Chiellini, autore del gol scacciapaure del 2-1 ha fatto la differenza su tutto, anche se l’espulsione di Motta per doppia ammonizione al 20′ della ripresa e un paio di parate decisive di Buffon non vanno dimenticate e hanno dato una mano. Ora la replica spetta al Milan, domenica, poi sabato prossimo si faranno i conti nello scontro diretto.

LE SCELTE DEI TECNICI — Sono interessanti. Perchè Conte cambia l’attacco: giocano Borriello e Quagliarellla, coppia gol napoletana. Difesa a tre, Padoin esterno destro (non funzionerà) e De Ceglie dall’altra parte (e qui le cose vanno meglio). La Juve ha undici italiani in campo. Montella replica schierando tre punte, più i piedi buoni di Lodi e Almiron in mezzo al campo. Dietro altri due ex, Motta a destra e Legrottaglie al centro.

La punizione vincente di Pirlo. Ansa
La punizione vincente di Pirlo. Ansa

BOTTA E RISPOSTA DI GOL — Il Catania parte fortissimo. E passa subito in vantaggio: splendido gol di Barrientos con un sinistro tagliato sul palo lungo, rientrando al centro della destra. I rossazzurri insistono, contando sull’effetto sorpresa, sono i primi ad andare in vantaggio a Torino: il Catania gioca palla a terra, non si chiude, ha giocatori in mezzo con piedi pregiati, e frugolini in avanti con passo rapido e facilità di dribbling. La Juve non ci casca. Non è il caso di perdere la testa, o si fa la fine della scorsa stagione, quando le piccole scorrazzavano nelle praterie concesse in contropiede. Pirlo è il faro nel mare in tempesta. Quando il pallone scotta, lo passano tutti a lui. Che lancia, rifinisce, conclude. E segna. Finalmente. Su punizione, al 22′. Calcio piazzato che si procura di persona, ed esegue con maestria complice un Kosicky fermo come un palo della luce e che schiera la barriera in maniera curiosa. 1-1.

Bergessio (sx) al palo, Barrientos ha segnato. Ansa
Bergessio (sx) al palo, Barrientos ha segnato. Ansa

BOTTA E RISPOSTA DI PALI – La  gara è divertente. Perchè giocata senza tatticismi. Perchè ricca di rovesciamenti di fronte. Perchè la Juve deve vincere. Per forza, dopo due pari che sanno di passo falso. Quagliarella, che tira tanto, con risultati alterni, approfitta di un’altra valutazione singolare di Kosicky, che lascia scorrere una sua botta centrale che sbatacchia sulla traversa. Ma non è che il Catania si spaventi più di tanto. Bergessio semina Bonucci in velocità, calcia a botta sicura, ma Buffon tocca e viene salvato dalla sua traversa. All’intervallo risultato in parità.

JUVE TUTTA IN AVANTI — Nella ripresa è tutta un’altra partita. Il Catania non ne ha più, ora pensa solo a difendersi. Entrano Biagianti, Spolli, Seymur, mediani e difensori. Ed escono punte. La Juve continua ad attaccare. All’arrembaggio. Pirlo dipienge calcio, e sfiora un capolavoro, ancora su punizione. La traversa sporca l’opera d’arte. Le mischie si susseguono, Quagliarella tira in porta mille volte. La svolta arriva in due mosse: prima Motta viene espulso per doppia ammonizione per un evidente fallo su De Ceglie al 20′. Due minuti dopo clamorosa occasione per il Catania: errorraccio di Bonucci, ma Almiron calcia su Buffon, ancora bravissimo.

La gioia infinita di Chiellini dopo il 2-1. Reuters
La gioia infinita di Chiellini dopo il 2-1. Reuters

LA JUVE SFONDA — La Juve, graziata e con l’uomo in più, ha la partita in pugno. E trova il vantaggio. Con un gladiatorio Chiellini, di testa. C’è tutta la voglia di scudetto, nel suo gol. Si arrampica sopra Bergessio e approfitta del solito erroraccio di un Kosicky che ne combina di cotte e di crude. E infatti al 36′ sbaglia il rinvio, e quando Quagliarella gli tira addosso, presentadosi a tu per tu, non riesce a trattenere una conclusione che non sembrava impossibile. E così il Quaglia può godersi un gol fondamentale sul piano personale, finalmente il gol di una punta, per la Juve. Storari, pazzo di gioia, fa male al naso alla punta, nei festeggiamenti. La Juve, ancora imbattuta e di nuovo vincente, è felice tanto così. E soprattutto di nuovo prima in classifica.

Riccardo Pratesi

Pubblicato in: Uncategorized | Lascia un commento »

GOAL.COM SU PARMA-JUVE

Pubblicato da Alfredo su 15 febbraio 2012

Parma-Juventus 0-0: Pavarini abbassa la saracinesca, la ‘Vecchia Signora’ resta seconda tra le proteste reciproce

Juve padrona del campo per larghi tratti, ma i ducali hanno retto fino alla fine. Hanno fatto discutere episodi arbitrali nelle due aree di rigore.

di Orazio Cauchi

Sebastian Giovinco - Parma (Getty Images)

Getty Images

Al Tardini finisce 0-0, una gara giocata e quasi sempre dominata dalla Juventus che però non riesce a concretizzare le occasioni avute. Il Parma crea qualche pericolo nel secondo tempo ma quella che ha più da recriminare è Madama. In campo tante polemiche per alcuni rigori non concessi e nel finale molto nervosismo. La Juve di Conte adesso rimane a -1 dal Milan ma con una partita ancora da recuperare.

FORMAZIONI - Il tecnico bianconero opta per un 3-5-2, con Estigarribia e Lichtsteiner sugli esterni e Vucinic insieme a Matri di punta. Nel Parma le punte sono Giovinco e Floccari, con Biabiany a coprire tutta la fascia. Morrone e Mariga formano la diga di centrocampo.

PARTITA - Fin dai primi minuti la Juventus cerca di imporre il proprio gioco e già al 4′ sfiora il gol, con un palo clamoroso colpito da Chiellini. Il Parma è tutto dietro e cerca di ripartire ma soffre moltissimo le giocate di Vucinic e Pirlo: proprio il centrocampista della nazionale sfiora il goal con una punizione dal limite che finisce alta di pochi centimetri.

Qualche minuto dopo ancora Vucinic si rende pericoloso, si libera benissimo di Lucarelli ma calcia male dal limite dell’area. La Juventus continua a spingere ma non trova occasioni limpide mentre il Parma fatica a ripartire, a causa di diversi errori in fase di impostazione. Allo scadere del primo tempo bella combinazione Vucinic-Matri al limite dell’area, l’attaccante azzurro, però, sbaglia l’ultimo controllo e si allunga troppo il pallone. Le squadre vanno negli spogliatoi sullo 0-0.

Ad inizio ripresa il Parma cerca di rendersi pericoloso sugli esterni con un paio di buone iniziative di Biabiany, che riesce a sfondare. Nei ducali c’è l’ingresso in campo di Musacci al posto di uno spento Valiani. Cambio anche nella Juve con Giaccherini al posto di Estigarribia. Il Parma al 20′ della ripresa sfiora il goal con Giovinco, che imbeccato molto bene da Musacci, salta Buffon in uscita e conclude ma Barzagli salva sulla linea. Qualche minuto dopo la Juve cambia ancora e inserisce Quagliarella al posto di Matri. Nel Parma ci sono da registrare gli ingressi in campo di Jonathan e Santacroce al posto di Biabany e Lucarelli.

Arrivano polemiche da entrambe le parti per due rigori non concessi, uno a Giaccherini e uno a Giovinco, l’arbitro in entrambi i casi lascia continuare. Nella Juventus Vucinic è sempre l’uomo più attivo, si libera e si muove bene ma non riesce mai a trovare con precisione la porta. La Juve allora ci prova con Pirlo dalla distanza ma Pavarini risponde presente e manda in angolo. I bianconeri vogliono il goal a tutti i costi e sfiorano ancora la rete con Marchisio e Vucinic.

Il Parma non riesce a reagire e continua a subire l’iniziativa bianconera, Pirlo inventa un lancio perfetto per Giaccherini che spreca malamente a tu per tu con Pavarini. Nel finale ancora un episodio dubbio con un fallo di Santacroce su Pirlo non visto dall’arbitro.

CHIAVE -  La difesa del Parma è granitica e riesce a bloccare la spinta offensiva della Juventus. I ducali riescono ad ottenere quello che cercavano, un punto prezioso contro una squadra superiore.

CHICCA - Partita speciale per Sebastian Giovinco, la formica atomica gioca un primo tempo timido ma nella ripresa sale di colpi e crea diversi pericoli. Giovinco potrebbe tornare a Torino in estate e questa gara potrebbe essere una ulteriore prova del suo valore.

TATTICA - Il 3-5-2 della Juventus funziona a dovere e la squadra riesce a giocare un bel calcio per tutta la partita ma ancora una volta gli attaccanti bianconeri mancano di concretezza sotto porta. Sia Vucinic che Giaccherini sprecano delle occasioni importanti che avrebbero permesso alla Juve di portare a casa la partita. Il Parma, dal canto suo, si difende bene per tutta la gara ma stenta a ripartire. Solo nel secondo tempo Giovinco riesce a creare qualche pericolo alla retroguardia bianconera.

MOVIOLA - Sono tre gli episodi che fanno discutere, tutti nel secondo tempo. Giaccherini viene atterrato da Biabiany su lancio di Pirlo, il contatto è piuttosto netto ma l’arbitro non lo vede. Qualche minuto dopo Giovinco cade in area su spinta di Barzagli, la spinta del difensore c’è anche se Giovinco accentua la caduta. Nel finale Pirlo viene atterrato davanti la porta da Santacroce. Dal replay si evince che Pirlo si blocca e che Santacroce gli finisca addosso, anche qui il contatto c’è anche se Pirlo lo cerca appositamente.

PROMOSSI&BOCCIATI -  Nella Juventus grandissima gara per Barzagli e Bonucci, i due centrali giocano con una sicurezza e una tranquillità che ha pochi pari. Bene anche Pirlo e Giaccherini. Vucinic gioca una gara di grande qualità ma pecca di poca precisione davanti alla porta. Nel Parma i migliori sono sicuramente Giovinco e Biabiany,  molto sottotono invece le prove di Valiani e di Mariga, decisamente imprecisi e lenti.

Pubblicato in: Uncategorized | Lascia un commento »

GAZZETTA SU PARMA-JUVE

Pubblicato da Alfredo su 15 febbraio 2012

La Juve sbatte contro un muro
0-0 a Parma, il Milan resta davanti

Milano, 15 febbraio 2012

Al Tardini il recupero della 2ª di ritorno finisce 0-0. La Juve attacca per 94′, contro un avversario che chiude ogni spazio. Gli attaccanti bianconeri fanno cilecca, la Juve reclama per due rigori non concessi su Giaccherini e Pirlo. Pure il Parma invoca un penalty, su Giovinco. Juve a -1 dal Milan con una gara da recuperare

Andrea Pirlo disperato: la Juve non passa a Parma. Ansa
Andrea Pirlo disperato: la Juve non passa a Parma. Ansa

NIENTE SORPASSO. La Juventus a Parma sbatte contro un muro, quello difensivo eretto dalla squadra di Donadoni. E viene fermata sullo 0-0, come contro il Siena. Avvicinandosi così a -1 dal Milan con una partita in meno, ma non riuscendo a mettere la freccia. Gli attaccanti della Juve fanno ancora cilecca, e se Vucinic è fermo a quota 3 reti in classifica marcatori un motivo ci sarà; la Juve continua a stentare contro lo piccole, la differenza rispetto al Diavolo, che invece fatica con le dirette avversarie per gli obiettivi più ambiziosi. Ci sarà molto da parlare delle scelte in avanti di Conte: Del Piero non è stato utilizzato neppure nel finale concitato, gli è stato preferito un Quagliarella che non è mai entrato in partita, ma soprattutto ci sarà molto da parlare di un arbitraggio disastroso di Mazzoleni, che nega tre rigori clamorosi, due alla Juventus, su Giaccherini e Pirlo, nel recupero, scatenando le ire bianconere, e uno al Parma su Giovinco, il migliore dei suoi, ex, chissà forse presto di ritorno, che si è fatto rimpiangere. Nessun avanti bianconero ha giocato come lui, stasera, per voglia e qualità.

LA JUVE SBATTE CONTRO UN MURO — Il primo tempo è modesto. No, niente a che vedere con l’esterno sinistro del Parma, è che la Juve attacca, ma non sfonda, il Parma si difende con 10 uomini dietro la palla, spesso e volentieri. Un tempo si chiamava catenaccio, oggi si parla di densità a centrocampo, sta di fatto che sono molte le squadre in Italia a giocare ancora così, specie contro le grandi, e purtroppo siamo rimasti indietro rispetto a quanto avviene negli altri principali campionati d’Europa. La Juve è compatta come al solito, ma, come al solito, contro le piccole fatica a sbloccare il risultato. Era successo con il Siena allo Juventus Stadium, per non andare lontano, ci risiamo stasera. Perchè gli attaccanti faticano a creare la superiorità numerica: Matri gioca spesso spalle alla porta, Vucinic conferma di vederla poco, la porta. Tira tre-quattro volte, fa paura più ai tifosi sistemati in curva dietro ai pali difesi da Pavarini che al portiere, preferito da Donadoni a Mirante, cui le conclusioni del montenegrino fallo il solletico. Le uniche palle gol arrivano dunque su calcio piazzato. Chiellini di testa colpisce il palo deviando la punizione spiovente di Pirlo, che poi mette appena a lato una punizione ben calibrata. Pirlo è ancora alla ricerca del primo gol stagionale. All’intervallo è 0-0. Tiri in porta (o anche fuori) del Parma: zero. E Juve che, incapace di forzare il ritmo, sbatte contro un muro invalicabile.

Morrone protesta con Mazzoleni. Ansa
Morrone protesta con Mazzoleni. Ansa

RIGORI NON CONCESSI — La ripresa ha il solito copione: la Juve spinge, il Parma si copre e si affida a qualche sporadico guizzo di Giovinco, che fa quel che può, e anche di più. Le occasioni più importanti sono quelle che non si concretizzano con un calcio di rigore, come avrebbero dovuto. Giaccherini, inserito al posto di un Estigarribia dinamico ma non sempre preciso, finisce a terra in area avversaria, steso da Biabiany, sull’assist di Pirlo: per Mazzoleni non è rigore. Le recriminazioni si pareggiano quando Giovinco si beve Barzagli in area, il difensore, in affannoso recupero, si appoggia da dietro, la Formica Atomica va a terra. E Mazzoleni dice ancora che si può continuare a giocare.

FORCING JUVE E PROTESTE PIRLO — Pirlo sfiora il gol della vittoria con un bel destro da fuori area, poi inventa per Giaccherini, che solo davanti a Pavarini spara sul portiere. Al centro c’era pure Vucinic, solissimo, ignorato. Il Parma nel finale fa capolino dalle parti di Buffon, la Juve è sbilanciata. Nel recupero altro episodio da moviola: Pirlo in mischia davanti alla porta ha il vantaggio della posizione, viene scalciato da Santacroce, cerca il rigore e se lo procurerebbe. Mazzoleni dice ancora di no. No, dunque, la Juve non sorpassa il Milan e resta seconda in classifica.

Riccardo Pratesi

Pubblicato in: Uncategorized | Lascia un commento »

2° GIORNATA DI RITORNO

Pubblicato da Alfredo su 15 febbraio 2012

Parma – Stadio “Tardini” – 15/02/2012

 

PARMA-JUVENTUS 0-0

PARMA (3-5-2):

Pavarini – Zaccardo Ferrario Lucarelli (dal 78′ Santacroce) – Biabiany (dal 68′
Jonathan) Valiani (dal 54′ Musacci) Morrone Mariga Modesto – Floccari Giovinco -
All. Donadoni

JUVENTUS (3-5-2):

Buffon 6 – Barzagli 6,5 Bonucci 7 Chiellini 6,5 – Lichtsteiner 5,5 (dall’88′
Caceres sv) Vidal 6 Pirlo 6,5 Marchisio 5,5 Estigarribia 5 (dal 58′ Giaccherini 6) -
Matri 5 (dal 68′ Quagliarella 6) Vucinic 6 -   All. Conte 6

Pubblicato in: Uncategorized | Lascia un commento »

GOAL.COM SU JUVE-SIENA

Pubblicato da Alfredo su 5 febbraio 2012

Juventus-Siena 0-0: La squadra di Conte sbatte su un super Pegolo, i toscani si difendono alla grande

Bianconeri pericolosi con Lichtsteiner nel primo tempo. Nella ripresa la pressione cresce, ma il risultato non si sblocca. Mano sospetta di Vergassola, Gazzi sfiora il colpaccio.

di Orazio Cauchi

Destro & Marchisio - Juventus-Siena - Serie A (Getty Images)

La Juventus prova a mantenere il primato affrontando il Siena di Sannino, torinese doc. I nuovi arrivati, Caceres e Padoin vengono mandati in tribuna, mentre Vucinic torna tra i titolari.  I bianconeri di Conte non riescono a trovare la vittoria, finisce 0-0. Una gara poco brillante e priva di grandi occasioni, anche per merito dell’attenzione tattica della squadra di Sannino.FORMAZIONI- La Juve di Conte opta per il classico 4-3-3. In difesa a sinistra c’è De Ceglie, il centrocampo è quello classico formato da Pirlo, Marchisio e Vidal, mentre il tridente d’attacco è composto da Pepe, Matri e Vucinic. Nel Siena di Sannino c’è la novità Giorgi a centrocampo. La coppia d’attacco è formata da Calaiò e Destro.

PARTITA- La partita è fin da subito piuttosto bloccata, la Juve cerca di fare circolare molto il pallone ma il Siena è molto aggressivo con il pressing e non fa respirare i bianconeri. La prima occasione degna di nota arriva solo dopo 16 minuti quando Vidal prova una botta dalla distanza che Pegolo respinge con i pugni. Anche il Siena prova a farsi vedere dalle parti di Buffon con una conclusione di Destro, che finisce a lato di poco. La gara, però, sembra non volersi sbloccare.

La Juve trova quasi sempre un muro davanti all’area di rigore del Siena e né Vucinic né Pepe riescono a saltare l’uomo. Il Siena si limita soprattutto a contenere, visto che in avanti non riesce a rendersi pericoloso. Al 35′ arriva l’occasione migliore del primo tempo: lancio illuminante di Pirlo per il taglio di Lichtsteiner, lo svizzero colpisce il pallone al volo ma Pegolo si supera e manda in calcio d’angolo. Due minuti dopo Pepe è costretto ad uscire per un problema fisico, al suo posto entra Giaccherini. Si va negli spogliatoi con il risultato di 0-0.

Il secondo tempo inizia con una Juventus arrembante, un ritmo molto sostenuto che mette in difficoltà il Siena. Infatti il pressing dei toscani non riesce ad avere la stessa intensità dei primi 45 minuti e la squadra di Conte comincia a schiacciare il Siena nella sua metà campo. Arrivano diverse occasioni pericolose per la Juve, con le conclusioni di Pirlo, Vidal e Matri ma Pegolo è sempre pronto a dire di no. Il Siena sa soffrire e punge in ripartenza, la squadra di Sannino come al solito è molto attenta e cerca di chiudere tutti gli spazi.

Conte prova ad aumentare il peso offensivo con l’entrata in campo di Borriello al posto di Vucinic. Continua la spinta dei bianconeri ma con pochi effetti, di occasioni veramente pericolose ne arrivano poche. Anzi è il Siena che crea un grande pericolo, con Gazzi che si avventa su una risposta corta di Buffon ma manda alto. Al 90′ arriva una bella occasione per Giaccherini che prova una conclusione a giro ma la palla termina alta di poco. Finisce 0-0, una partita molto bloccata e un’altra occasione persa dalla Juve per allungare.

CHIAVE - Il pressing e l’attenzione del Siena sono fondamentali. La Juve non riesce ad essere fluida come al solito e non riesce a creare occasioni davvero pericolose. Grande merito a Sannino e ai suoi ragazzi.

CHICCA - Ancora una volta grande elogio dello Juventus Stadium che non soffre il gelo. Vengono addirittura distribuiti 30.000 scaldamani ai tifosi, per combattere al meglio il freddo. L’ennesima dimostrazione di come le strutture adeguate siano in grado di risolvere buona parte dei problemi legati al clima.

TATTICA - La Juve di Conte gioca la solita partita di grande grinta e carattere ma manca di fluidità e di giocate di alto livello. Gli attaccanti bianconeri non riescono quasi mai a saltare l’uomo. Le occasioni da gol latitano e il gioco ristagna, ancora una volta viene fuori la sensazione che la squadra di Conte non riesca ad esprimersi al meglio quando gioca sotto ritmo, ha la necessità di andare a mille, altrimenti arrivano delle complicazioni come quella di oggi. Il Siena di Sannino è organizzato perfettamente in campo, pressing molto alto e attenzione tattica ai massimi livelli. Anche i toscani non creano grandi occasioni in attacco ma a livello difensivo concedono davvero poco alla Juventus.

MOVIOLA 
- Un’unica occasione degna di nota: all’89 Giaccherini mette il pallone in mezzo e Vergassola la tocca con il braccio. Episodio molto simile a quello di Benatia a Firenze, in quel caso il rigore è stato dato, qui l’arbitro lascia proseguire.

PROMOSSI&BOCCIATI - Nella Juventus i migliori sono Barzagli e De Ceglie. Sottotono le prestazioni di Vidal e Matri. Nel Siena da elogiare le prove di Rossettini e Brienza. Male Destro e Giorgi.

Pubblicato in: Uncategorized | Lascia un commento »

GAZZETTA SU JUVE-SIENA

Pubblicato da Alfredo su 5 febbraio 2012

Juve incatenata dal Siena
Prove di fuga rinviate: 0-0

MILANO, 05 febbraio 2012

Allo Juventus Stadium la capolista allunga a 21 la serie di risultati utili consecutivi, ma non trova la rete e non riesce così ad approfittare del pari del Milan. Primo tempo senza brividi, nella ripresa si alza il ritmo, ma Pegolo risponde sempre presente

Alessandro Matri. LaPresse
Alessandro Matri. LaPresse

LA JUVENTUS SPRECA UN’OCCASIONE GRANDE COSI’. Allo Juventus Stadium si fa inchiodare sullo 0-0 da un ottimo Siena, che si difende per 90′ e porta a casa quanto voleva: un punticino che vale oro in chiave salvezza. E così la squadra di Conte non riesce ad approfittare del pari del Milan con il Napoli: le prove di fuga sono rinviate, e non è colpa del maltempo. Ma di un Siena trasformato rispetto a quello arrendevole che aveva perso il derby con la Fiorentina.

MANCA L’UNO CONTRO UNO — Sgombriamo subito il campo da equivoci: la Juve ha giocato una partita discreta, nonostante il risultato da considerare come negativo, anche se allunga a 21 i risultati utili in campionato. In altrettante partite giocate. Ha rischiato solo nel finale, una volta, sbilanciatissima, ha spinto con foga nella ripresa, ha collezionato qualche palla gol, sventata bene da un reattivo Pegolo. Ma è mancato un guizzo, di tecnica o dribbling, di uno dei suoi avanti. E’ mancato l’uomo capace di saltare l’avversario, di inventare. È mancato un Del Piero vecchi tempi. Quello di oggi Conte l’ha tenuto ancorato alla panchina, ruotando gli altri quattro attaccanti: Vucinic, Matri, Borriello e Quagliarella. Il capitano verrà buono in Coppa Italia mercoledì contro il Milan, che resta il principale, e probabilmente unico, contendente in chiave scudetto. Per adesso staccato di un punto, e la Juve ha pure una gara da recuperare. La classifica resta consolante, se Conte vuole guardare il bicchiere mezzo pieno, ma tre punti oggi avrebbero significato parecchio, e quindi il tecnico leccese si morderà le mani. Per forza. Anche per un rigore non concesso nel finale, che sembrava palese.

Mattia Destro appiccicato a Pirlo. LaPresse
Mattia Destro appiccicato a Pirlo. LaPresse

FORTINO SIENA — Il primo tempo è bello per chi ama la tattica, meno per chi vorrebbe vedere gol, o quantomeno occasioni da gol. Il Siena chiude ogni varco alla Juve. Sannino erige una perfetta fortezza difensiva: pressing alto già sui centrali della capolista, e naturalmente su Pirlo, cui Destro si appiccica come la colla. Raddoppi sistematici dei centrocampisti da corsa Vergassola e Gazzi, preferiti al più geometrico ma meno dinamico D’Agostino, sugli esterni alti Pepe e Vucinic, nonché su Matri, che ha bisogno di rifornimenti, per fare la differenza sottoporta. La Juve non gioca male, ma è imbrigliata, come un macchinone costretto a viaggiare in terza, senza poter mai innestare la marce alte. Vucinic è indolente come nelle giornate peggiori, Vidal recupera tanti palloni, ma ne perde anche di più. Le idee di Pirlo non bastano: una sua verticalizzazione splendida per Lichtsteiner, schema consolidato, trova il sinistro al volo dello svizzero, ma anche la parata dell’attento Pegolo. E’ l’unica palla gol del primo tempo. La Juve è compatta, energica, vogliosa. Ma non sfonda, nonostante la buona lena dei terzini di fascia, Lichtsteiner, appunto, e De Ceglie, preferito da Conte, ed è la scelta giusta, vista la partita chiusa, a Chiellini, scalato centrale al posto di Bonucci, per spingere sulla fascia mancina. All’intervallo comunque è 0-0. Risultato che va benissimo al Siena. Meno alla Juve, che può recriminare anche per l’infortunio occorso a Pepe (distorsione ad una caviglia, al suo posto dentro Giaccherini).

Gianluca Pegolo, protagonista a Torino. LaPresse
Gianluca Pegolo, protagonista a Torino. LaPresse

JUVE CONTRO UN MURO — L’inizio di ripresa è a ritmo alto, per la Juve. Famelica. Vuole addentare la preda, sa che non può aspettare ancora, che la partita si complica, altrimenti. Ma non è giornata. Il Siena non molla un millimetro, la Juve non ha l’attaccante in grado di creare la superiorità numerica, in dribbling. E Pegolo è bravo sulla punizione di Pirlo e sulla capocciata di Matri. Dopo un quarto d’ora Conte toglie Vucinic, che rientrava oggi dal 1′, e inserisce Borriello. Juve col 4-4-2 e con due centravanti, il nuovo entrato e Matri. Il doppio ariete non funziona: servono più idee che muscoli, stavolta. Il Siena, sempre ordinato, gioca la partita come se si giocasse la salvezza in questi 90′, e fa benissimo. La Juve rimbalza sul muro toscano, come una pallina da tennis. Conte inserisce pure Quagliarella, e rinuncia così a Del Piero. Non cambia nulla. Ci si mette pure l’arbitro: che nega un rigore ai bianconeri nonostante l’evidente tocco di braccio di Vergassola sul cross di Chiellini. E la Juve rischia pure la beffa: alla prima occasione il Siena sfiora il colpaccio. Buffon è incerto su un tiro di Reginaldo, Gazzi sulla respinta non trova la porta spalancata da posizione defilata. Finisce con l’intensità a mille ma il punteggio del nulla di fatto. 0-0.

Riccardo Pratesi

Pubblicato in: Uncategorized | Lascia un commento »