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Archivio per gennaio 2012

GOAL.COM SU JUVE-UDINESE

Pubblicato da Alfredo su 29 gennaio 2012

Juventus-Udinese 2-1: Sotto la neve Matri si scatena, ai friulani non basta il coraggio

I bianconeri passano nel primo tempo con l’attaccante lombardo, poi Floro Flores firma il provvisorio pareggio. Ancora Matri però con un grande spunto regala il successo ai suoi.

di Alfredo Spano

Abdi-Barzagli - Juventus-Udinese - Serie A (Getty Images)

Getty Images

Nella prima giornata del girone di ritorno, la Juventus di Antonio Conte si conferma saldamente in testa alla classifica battendo anche la rivelazione Udinese. Al primo goal di Matri (42′ del primo tempo) risponde al 10′ della ripresa Floro Flores. Ma la Juventus si catapulta rabbiosamente in avanti e pochi minuti dopo, al 17′, con una prodezza di Matri, si riporta in vantaggio. Il finale è di apprensione e un po’ di sofferenza per via della stanchezza, ma la determinazione feroce della squadra le permette di portare a casa i tre punti, confermarsi saldamente al vertice della classifica e distanziare momentaneamente il Milan di 4 punti e l’Udinese di 6.

FORMAZIONI
– Conte schiera la sua Juventus con il 3-5-2 per contrapporsi “a specchio” al folto centrocampo friulano. Davanti a Buffon agiscono Barzagli, Bonucci e Chiellini, a centrocampo il “tuttofare” Giaccherini sostituisce Marchisio affiancando Pirlo e Vidal, mentre gli esterni sono due stantuffi: Lichtsteiner ed Estigarribia. In attacco Matri e Quagliarella vincono il ballottaggio con Borriello e del Piero, i quali si accomodano in panchina.
Nell’Udinese Guidolin è alle prese con seri problemi di formazione, ma conferma il suo 3-5-1-1: davanti ad Handanovic i difensori sono Ferronetti, Danilo e Domizzi, gli esterni di centrocampo sono Basta e Pasquale, gli interni Isla (recuperato in extremis), Fernandez ed Armero, che sostituisce Asamoah come interno sinistro. In attacco l’unica punta sarà Di Natale, supportato dal fantasista Abdì, che darà anche una mano al centrocampo.

PARTITA – L’Udinese parte forte con un pressing a tutto campo, ma la prima ripartenza della Juve rischia di esserle fatale: al 2′ Estigarribia evita il fuorigioco fiondandosi centralmente, ma tira su Handanovic in uscita disperata, sprecando l’occasione. Poi per un po’ non succede molto: le due squadre fanno densità a centrocampo e pressano molto in quella zona del campo, per cui fanno fatica a costruire gioco, anche a causa del campo scivolosissimo. Verso il 15′ capitano in successione due occasioni per l’Udinese: prima un gran tiro di Abdì diretto all’incrocio viene deviato in angolo da Buffon; poi, sugli sviluppi del corner, gran sinistro a volo di Armero e strepitosa parata del portiere della nazionale. Al 23′ c’è un’altra occasione enorme per la Juve: un contropiede velocissimo lancia Matri a tu per tu con Handanovic, ma il primo controllo di palla del bomber non è perfetto e Handanovic riesce a respingere in uscita. Qualche minuto dopo una conclusione mancina di prima intenzione di Estigarribia, servito da Pirlo in seguito ad uno schema su punizione, termina altissima. Al 29′ gran tiro da fuori di Quagliarella, con palla alta non di molto. Al 34′ Quagliarella tiene in campo un buon pallone sulla destra e vede l’inserimento di Lichtsteiner, il quale tergiversa troppo e poi non riesce a concludere efficacemente, facendosi chiudere dalla difesa friulana. Il finale del tempo si trasforma quasi in un assedio da parte della Juventus, che al 42 trova il goal del vantaggio: Estigarribia salta Basta sulla sinistra e mette al centro un cross perfetto sul quale si avventa di testa Quagliarella, Handanovic respinge come può la sua conclusione, arriva Matri che mette comodamente in rete da due passi. Il primo tempo finisce quindi con la Juventus in vantaggio per 1-0 sull’Udinese.

Nella ripresa la Juve parte come fosse ancora sulla 0-0: possesso palla e accerchiamento degli avversari. Al 5′ Quagliarella crossa dalla destra per Estigarribia, che arriva con un attimo di ritardo per il sinistro a volo. All’8′ minuto Vidal recupera palla sulla trequarti, carica il destro dai 20 metri con palla di poco alta, ma su capovolgimento di fronte l’Udinese è fulminea e Di Natale ha la palla del pareggio: il suo tiro termina di un soffio a lato alla destra di Buffon. Al 10′, però, un altro contropiede dell’Udinese stavolta è letale per la Juventus: Isla serve Floro Flores (entrato al posto di Abdì) sul limite sinistro dell’area, il destro a giro dell’attaccante fulmina Buffon, per il pareggio dell’Udinese. Preso il goal del pari, rischia tantissimo ora la Juventus, perchè al 14′ un altro contropiede dell’Udinese mette i brividi allo Juventus Stadium: anche se la conclusione di Di Natale, il quale non riesce ad impattare bene sul bel cross di Isla, manda la palla alta. Ma nel momento più difficile della partita Matri, al 62′, si inventa un goal fantastico: Marchisio, appena entrato per uno stanco Quagliarella, lo serve in area, controllo perfetto ad allargarsi evitando il suo controllore e tiro incrociato rasoterra che beffa Handanovic. Trovato il nuovo vantaggio, la Juventus prova a gestire il possesso palla senza scoprirsi ai mortiferi contropiedi dell’Udinese. Questo dà coraggio all’Udinese che, negli ultimi 20′, prova a guadagnare un po’ di campo e a rendersi pericolosa, anche se mai in maniera importante. Con grande fatica e un po’ di apprensione dovuta alla grande stanchezza di molti suoi giocatori, la Juventus riesce a portare a casa questi fondamentali tre punti.

CHIAVE – La determinazione della banda di Conte fa la differenza: bel primo tempo della Juve, ma dopo il pareggio dell’Udinese nella ripresa la squadra, dopo la gara di Coppa Italia con la Roma, era molto stanca: solo facendo appello ad una grinta fuori dall’ordinario la Vecchia Signora è riuscita a vincere la partita di stasera: a fine partita molti giocatori avevano letteralmente dato tutto quello che avevano in corpo.

CHICCA – Nonostante la neve, la macchina organizzativa dello Juventus Stadium regge benissimo. Un telone “tecnologico” (che però ad un certo punto si era bloccato rischiando di far rinviare l’inizio del match, si blocca…) ha protetto il campo per tutto il pomeriggio dalla tanta neve caduta copiosamente su Torino, mentre le serpentine di calore sotto il manto erboso lo hanno mantenuto caldo per impedire alla neve di attecchire sul prato. Finalmente a Torino le partite non saranno più rinviate per neve.

TATTICA – Il 3-5-2 della Juve fronteggia “a specchio” il 3-5-1-1 dell’Udinese. La Juventus nel primo tempo fa la partita, anche se inizialmente fa fatica a far gioco per la stretta marcatura di Abdì su Pirlo, fonte del gioco juventino. Col passare dei minuti la spinta di Barzagli e Chiellini a sostegno continuo della manovra si fa sentire, e la Juventus riesce a schiacciare l’Udinese nella propria metà campo, trovando anche il goal del vantaggio.
Nel secondo tempo, una volta trovato il secondo vantaggio, la Juventus, stanca, passa al 5-4-1 con De Ceglie e Pepe sugli esterni, Marchisio a centrocampo e Matri unica punta. La Juventus soffre un po’ nel finale ma è solida tatticamente e porta a casa la vittoria.

MOVIOLA
– Nessun episodio importante da segnalare: gara perfettamente diretta dalla quaterna arbitrale.

PROMOSSI&BOCCIATI – Nella Juve alcuni giocatori sono stati al di sotto del loro standard normale: in particolare Vidal, che ha sbagliato molti passaggi nel primo tempo, giocando però una gara gagliarda nella ripresa, e Quagliarella, apparso troppo frenetico e poco concreto in avanti. Grande prestazione invece per Estigarribia, autore del cross per il primo goal di Matri, e dello stesso Matri, autore di una splendida giocata in occasione del raddoppio della Juventus.
Nell’Udinese ottimo impatto sulla gara di Floro Flores, che segna un gran goal, gran partita anche di Armero e Isla, velocissimi nelle ripartenze. In ombra invece sia Abdì che Di Natale, resi inoffensivi dai rocciosi difensori della Juventus.

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GAZZETTA SU JUVE-UDINESE

Pubblicato da Alfredo su 29 gennaio 2012

Troppo Matri per l’Udinese
La Juve vola sotto la neve

Torino, 28 gennaio 2012

La squadra di Conte vince 2-1 con una doppietta dell’attaccante. Di Floro Flores il momentaneo pari. I bianconeri allungano: +6 sui friulani; +4 sul Milan

Alessandro Matri, nove gol in questo campionato. Ap

LA NEVE E L’UDINESE NON FERMANO QUESTA JUVENTUS SCATENATA. Che in uno Juventus Stadium imbiancato, batte i friulani 2-1, e li allontana a sei punti di distanza in classifica. Starà al Milan rispondere al cammino sempre più spedito della Vecchia Signora capolista. La ciliegina sulla torta abilmente confezionata da Conte, pasticcere che sa dosare gli ingredienti da maestro, è rappresentata dalla doppietta di Matri. Che ha iniziato la partita da giocatore in difficoltà – per qualche gol mancato di troppo e una concorrenza sempre più fitta in casa, c’era già Quagliarella, gli hanno comprato pure Borriello – e l’ha chiusa da eroe dalla serata. Vincendo il duello indiretto con Di Natale, che un paio di occasioni da rete le ha avute, ma non ha colto l’attimo sottoporta, per una volta. Mica è stata una partita facile, per la Juve. Per niente. Dopo un primo tempo contratto, l’Udinese nella ripresa ha fatto il diavolo a quattro, prima di arrendersi, trovando il momentaneo pari con Floro Flores e dimostrando ulteriormente che il terzo posto in classifica non è frutto del caso. Le ripartenze in velocità sono da manuale.

Alessandro Matri, decisivo con una doppietta. LaPresse
Alessandro Matri, decisivo con una doppietta. LaPresse

LE SCELTE — Il primo tempo è divertente, nulla a che vedere con la partitaccia dell’andata. La neve che continua a cadere copiosa su Torino dall’ora di pranzo rende il terreno scivoloso, ma il manto d’erba tiene bene, la partita non è condizionata più di tanto, anche se va scelta la sciolina giusta di tacchetti. Conte si affida a chi sta meglio fisicamente, davanti. Matri rispetto a Borriello, ancora in rodaggio, Quagliarella rispetto a Del Piero, perché più dinamico. E non rischia gli acciaccati Marchisio e Pepe, comunque portati in panca, semmai ci dovesse essere bisogno. Guidolin si copre: Di Natale è solo, là davanti, Abdi più che altro controlla Pirlo, invece di fare il trequartista. E allora il tecnico friulano sposta più avanti Armero, il più pericoloso dei suoi.

PORTIERI SCATENATI — Gli spazi ci sono, da entrambe le parti. La testimonianza sono le parate dei portieri, i migliori in campo dopo 45’. Handanovic è miracoloso due volte, sempre in uscita bassa: a inizio partita su Estigarribia, brillante, ma allergico al gol, e poi su Matri, che sembra patire il fiato sul collo di Borriello, inteso come concorrenza, e pasticcia nel controllo. Ma non è che Buffon (in maniche corte, fa freddo a vederlo) stia con le mani, pardon, i guantoni, in mano. Para su Abdi, che improvvisa dal limite, ma soprattutto sul conseguente angolo fa un paratone sul tiro al volo di Armero.

SEGNA MATRI — Il gol è nell’aria, maturo. Il pubblico dello Juventus Stadium, ancora gremito – ecchissenefrega della neve -, non deve attendere ancora molto per scaldarsi battendo le mani. Perché lo segna la Juve, lo segna Matri. Di rapina, dei suoi. Da centravanti di alto livello. Dunque: colpo di testa di Quagliarella su cross di Estigarribia, Handanovic para ancora, ma Matri stavolta non sbaglia, più lesto di tutti ad avventarsi sulla respinta corta. Ottavo gol in campionato dell’ex Cagliari. E Juve al riposo in vantaggio.

Floro Flores, autore del gol dell'illusione friulana. Reuters
Floro Flores, autore del gol dell’illusione friulana. Reuters

GUIDOLIN OSA, E FLORO PAREGGIA — Guidolin molla gli ormeggi, che butta male. Fuori Abdi, timido, dentro Floro Flores, una punta vera. Di Natale sfiora il pari in contropiede, il suo destro incrociato finisce fuori di un soffio. Ma l’Udinese non ha neanche il tempo di disperarsi: Vidal perde l’ennesimo pallone della sua sciagurata partita e Isla mette in porta Floro Flores. L’attaccante napoletano lascia fermo, di stucco, Buffon: 1-1. E Di Natale in contropiede manca il colpo del k.o., con la Juve sbilanciata e rintronata.

CONTE ARRETRA, E MATRI RADDOPPIA — Il calcio è così: Guidolin trova il pari avanzando i suoi, Conte trova il 2-1 riequilibrando i suoi, togliendo una punta, Quagliarella, e inserendo un centrocampista, vabbé, un super centrocampista: Marchisio. Per dare meno punti di riferimento, e aiutare una mediana in sofferenza. Marchisio trova subito il passaggio giusto, che Matri trasforma in gol inventandosi un sinistro incrociato disegnato col goniometro, dopo essersi sbarazzato di Ferronetti. Juve ancora avanti. Stavolta senza voltarsi più indietro, anche se l’Udinese non molla sino al 90’. La Juve vince così una partita divertente – ed è consolante dopo l’obbrobrio dell’andata – almeno quanto importante. E ora fa paura pure al Diavolo.

dal nostro inviato
Riccardo Pratesi

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1° GIORNATA DI RITORNO

Pubblicato da Alfredo su 29 gennaio 2012

Torino – “Juventus Stadium” – 28/01/2012

JUVENTUS-UDINESE 2-1     42′ Matri (J), 56′ Floro Flores (U), 62′ Matri (J)

JUVENTUS (3-5-2):

Buffon 6,5 – Barzagli 7 Bonucci 6,5 Chiellini 6,5 – Lichtsteiner 5,5 (dall’83′ De
Ceglie sv) Vidal 5,5 Pirlo 6,5 Giaccherini 6,5 Estigarribia 6,5 (dal 64′ Pepe 6) -
Matri 7,5 Quagliarella 5,5 (dal 61′ Marchisio 6,5) -   All. Conte 7

UDINESE (3-5-1-1):

Handanovic – Ferronetti Danilo Domizzi (dal 73′ Battocchio) – Basta Isla (dall’86′
Pereyra) Fernandes Armero Pasquale – Abdì (dal 46′ Floro Flores) – Di Natale -
All. Guidolin

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GAZZETTA SU ATALANTA-JUVENTUS

Pubblicato da Alfredo su 22 gennaio 2012

Juve, 2-0 all’Atalanta
E’ campione d’inverno

Milano, 21 gennaio 2012

I bianconeri chiudono imbattuti il girone d’andata grazie al successo di Bergamo: reti nella ripresa di Lichtsteiner e Giaccherini, dopo che nel primo tempo erano arrivati il palo di Barzagli e la traversa di Vidal. Infortuni per Marchisio e Pepe, bergamaschi poco incisivi sottoporta

LA JUVENTUS E’ CAMPIONE D’INVERNO. Grazie alla vittoria di Bergamo, 2-0 sull’Atalanta. Gol entrambi emblematici: il primo fiimato dagli acquisti più azzeccati dell’estate, assist al bacio di Pirlo, rete di testa di Lichtsteiner; il secondo siglato dalle seconde linee bianconere, a dimostrazione che la rosa della Juve è adeguata nella sua interezza: rete di Giaccherini sull’ottima idea di Marrone. La Juventus ha giocato bene, stasera, il risultato è frutto di un’eccellente prestazione. La Juve in 19 partite, quelle del girone d’andata, non ha mai perso: 11 vittorie e 8 pareggi, tanta roba. Una statistica la conforta ulteriormente: la squadra che si è laureata campione d’inverno nelle ultime sette stagioni ha poi vinto lo scudetto. L’Atalanta ha tenuto duro, stasera, ma in attacco ha lasciato troppo solo il pur ottimo Denis. La Juve l’ha schiacciata, la salvezza, più che possibile, passa da sfide con squadre meno ambiziose.

JUVE, OCCASIONI IN SERIE — La Juventus parte fortissimo. Nei primi 15′ batte sull’Atalanta come su un tamburo. L’urgenza del risultato si percepisce: la Juve vuole, fortissimamente vuole, questi tre punti benedetti, dopo due gare, con Lecce e Cagliari, così così. Le occasioni si susseguono: sui piedi di Matri, Pepe e Vucinic, ma il gol non arriva. Barzagli ci va più vicino di tutti, in mischia: il suo sinistro è deviato sul palo dall’ottimo Consigli. Poi l’Atalanta si riprende, scampati i pericoli, e quantomeno riequilibra una gara che resta comunque nelle mani dei bianconeri. Schelotto è il più attivo dei suoi, un purosangue sulla destra, è bello il suo duello con De Ceglie, altro giocatore dalla bella falcata, Denis davanti resta un pericolo, più o meno nascosto, visto che i rifornimenti gli arrivano con troppa parsimonia. La Juve non trema, però: con Chiellini al centro della retroguardia appare ancora più sicura del solito, e sfiora di nuovo il vantaggio che avrebbe meritato, stavolta Vidal colpisce la traversa con un destro dalla grande distanza tirato a sorpresa fuori dal cilindro. Forse Consigli ci mette la punta delle dita, di sicuro la sfortuna ci mette lo zampino. All’intervallo è 0-0. La Juve schiuma rabbia.

LICHTSTEINER E GIACCHERINI GOL — I bianconeri ripartono senza Marchisio, acciaccato. Al suo posto dentro Giaccherini, da interno. Al 9′ arriva il vantaggio della Vecchia Signora. Rete di Lichtsteiner, di testa, deviando sottoporta uno splendido assist di Pirlo. L’Atalanta prova a reagire, la butta più che altro sui muscoli di Denis, limitato dalla contraerea Chiellini. Ma il pallone buono per il raddoppio ce l’ha piuttosto Matri, che, rubata palla ad un ingenuo Ferri, mette appena a lato un pallonetto pretenzioso, ma delizioso. Poi la Juve perde pure Pepe, infortunato alla caviglia destra, dentro Marrone. Altro cambio azzeccato. L’ex Siena prima sfiora il 2-0, poi inventa per Giaccherini che al volo trova la rete che chiude la partita. L’Atalanta non va oltre qualche mischione in area bianconera. La Juve tiene, e vince. Giocando bene: mostra i muscoli, stringe i denti e poi può mostrarli a fine gara con un bel sorriso: è campione d’inverno, solida più che mai.

Riccardo Pratesi

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19° GIORNATA DI ANDATA

Pubblicato da Alfredo su 22 gennaio 2012

Bergamo – Stadio “Atleti Azzurri d’Italia” – 21/01/2012

ATALANTA-JUVENTUS 0-2     55′ Lichtsteiner, 81′ Giaccherini

ATALANTA (4-4-1-1):

Consigli – Raimondi Ferri Manfredini Peluso – Schelotto (dal 77′ Ferreira Pinto)
Cigarini Padoin Bonaventura (dal 62′ Marilungo) – Morales (dall’82′ Gabbiadini -
Denis -   All. Colantuono

JUVENTUS (4-3-3):

Buffon 6,5 – Lichtsteiner 6,5 Barzagli 7 Chiellini 7,5 De Ceglie 6,5 – Vidal 6,5
Pirlo 7 Marchisio 5,5 (dal 46′ Giaccherini 7) – Pepe 5,5 (dal 69′ Marrone 7)
Matri 6 Vucinic 6,5 (dall’86′ Bonucci sv) -   All. Conte 7,5

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18° GIORNATA DI ANDATA

Pubblicato da Alfredo su 16 gennaio 2012

Torino – “Juventus Stadium” – 15/01/2012

JUVENTUS-CAGLIARI 1-1     7′ Vucinic (J), 47′ Cossu (C)

JUVENTUS (4-3-3):

Buffon 6 – Lichtsteiner 6 Barzagli 6 Bonucci 5 De Ceglie 6,5 – Vidal 5,5 Pirlo 5,5
Marchisio 6 – Pepe 5,5 (dal 67 Del Piero 5,5) Matri 5,5 (dal 72′ Krasic 4,5) Vucinic 6,5
(dall’81′ Borriello sv) -   All. Conte 6

CAGLIARI (4-3-1-2):

Agazzi – Pisano Canini Astori Agostini – Dessena Ekdal Nainggolan – Cossu (dal 75′
El Kabir – Larrivey (dal 71′ Ariaudo) Ibarbo -   All. Ballardini

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GAZZETTA SU JUVE-CAGLIARI

Pubblicato da Alfredo su 16 gennaio 2012

Juve record, ma al rallentatore
Col Cagliari in casa fa solo 1-1

Milano, 15 gennaio 2012

I bianconeri portano a 18 i risultati utili consecutivi e ora sono in testa alla classifica da soli. Ma a Torino il pari contro i rossoblù è un mezzo passo falso: alla rete in apertura di Vucinic risponde Cossu a inizio ripresa. Nel finale debutto per Borriello

LA JUVENTUS FRENA. In casa, contro il Cagliari, non va oltre l’1-1. Alla rete di Vucinic in apertura risponde Cossu a inizio ripresa. E così – in attesa del derby milanese di stasera- la Vecchia Signora sale sì, da sola in vetta alla classifica, ma solo di un punticino avanti al Diavolo, quando invece Conte se ne aspettava tre. La Juve è stata poco brillante contro i sardi. Non le è bastato neanche trovare il gol del vantaggio sùbito, per evitare l’ottavo pareggio ed esaltare i fedeli dello Juventus Stadium, ancora esaurito. La striscia di risultati utili consecutivi per iniziare la stagione arriva addirittura a quota 18, ed è record, ma è difficile pensare che in casa bianconera qualcuno voglia festeggiare. Come può invece fare il Cagliari, che con Astori al centro della difesa (uno che potrebbe far comodo pure ai suoi avversari di questo pomeriggio) ha ritrovato quell’ermeticità che non sempre aveva avuto, mentre in avanti a rimettere le cose a posto ci ha pensato un guizzo estemporaneo, ma splendido, l’uomo di maggior qualità a disposizione di Ballardini, il trottolino Cossu.

Vucinic festeggiato dopo il momentaneo 1-0. Ansa
Vucinic festeggiato dopo il momentaneo 1-0. Ansa

SUBITO VUCINIC — La gara si mette subito in discesa, per la Juve. Che esibisce una splendida azione in verticale, eludendo il fuorigioco ospite. Marchisio scodella in profondità per Lichtsteiner, che trova a centroarea Vucinic, tutto solo, per una volta in posizione da centravanti: rete a porta spalancata. E bianconeri già avanti dopo soli 7′. Poi passano all’mministrazione controllata, senza forzare. Matri, stimolato dal confronto da ex con la squadra che lo ha lanciato nel grande calcio, sfiora il 2-0 con un destro di poco largo, Pepe si scorda di dare forza ad un colpo di testa da ottima posizione. Ma sono punture di spillo. Perchè il Cagliari pressa alto e non si limita al compitino difensivo. Certo, l’attacco, poco assistito, gira a vuoto come un motore ingolfato dai rigori dell’inverno: Ibarbo è interessante, ma più partenze che arrivi, Larrivey neanche parte. Gli uomini di Ballardini chiedono due volte, ma sempre invano, il rigore, sempre per presunti falli di mano. I tocchi, con il braccio, sono prima di Bonucci, poi di Pirlo. L’arbitro Guida non batte ciglio, e all’intervallo le squadre vanno così sull’1-0.

La gioa di Andrea Cossu: Juve agganciata. Ansa
La gioa di Andrea Cossu: Juve agganciata. Ansa

PERLA COSSU — A inizio ripresa il Cagliari pareggia. È il 2′ quando Cossu si inventa una rete superba, con uno splendido sinistro da fuori area, calciando sulla corta respinta di Bonucci. La Juve accusa il colpo. Fatica a cambiare marcia, non ha più la strapotenza atletica delle giornate migliori. E di giocatori in grado di saltare l’avversario nell’uno contro uno ha solo Vucinic, ispirato anche se qualche volta stucchevole nel suo palleggio in punta di tacchetti. Conte capisce che si mette male, e le prova tutte: dentro prima Del Piero, poi Krasic (per Matri, ammonito per simulazione in area di rigore), quindi addirittura Borriello, l’ultimo discusso acquisto (non fischiato dai tifosi che ne avevano invece contestato l’ingaggio). La Juve sfiora il nuovo vantaggio con Del Piero, a caccia del primo gol stagionale, e quindi anche nello Juventus Stadium. Il capitano bianconero, in mischia, di testa, colpisce bene ma in maniera troppo centrale, Agazzi se la cava, bravissimo. Graziato poi nel recupero da Krasic, disastroso, che ciabatta il sinistro da posizione eccellente. La Juve rallenta, il Cagliari fa il sorpresone.

Riccardo Pratesi

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GOAL.COM SU LECCE-JUVE

Pubblicato da Alfredo su 9 gennaio 2012

Lecce-Juventus 0-1: La Signora ha imparato anche a soffrire, Matri le regala tre punti d’oro

Nella ripresa Lecce pericoloso al 50′ prima con Di Michele poi con Muriel, ma la vera palla per il pareggio è arrivata all’83′ quando Mesbah ha sbagliato da posizione ottima.

di Alfredo Spano

Alla ripresa del campionato dopo la sosta natalizia, la Juventus batte un buon Lecce con una prestazione non brillantissima. Il goal decisivo è stato segnato al 27′ del primo tempo da Matri, che ha sostituito a gara in corso Quagliarella (per lui probabile frattura dello zigomo). Il Lecce ci prova con coraggio, ma la difesa della Juventus, che nella ripresa si limita a gestire il risultato, regge, seppur con qualche affanno. Grazie a questa preziosa vittoria la Juventus mantiene insieme al Milan la testa della classifica.

FORMAZIONI
– Il Lecce ripropone  la difesa a tre con Oddo, Tomovic ed Esposito davanti al portiere Benassi, un centrocampo a cinque con Cuadrado a destra e il rientrante Mesbah a sinistra, e con Strasser Obodo e Giacomazzi interni. In avanti Cosmi ha scelto la qualità e la velocità di Muriel e Di Michele per cercare di mettere in difficoltà la difesa della Juve.
Nella Juventus Quagliarella vince il ballottaggio con Matri e viene schierato al centro dell’attacco con Pepe a destra e il rientrante Vucinic a sinistra. In difesa, davanti a Buffon, confermati i soliti quattro: Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci e Chiellini; mentre a centrocampo nessun dubbio, in campo il trio delle meraviglie Vidal–Pirlo–Marchisio.

PARTITA – La prima metà del primo tempo è abbastanza equilibrata, con la Juve che prova a fare la partita ma con il Lecce che risponde colpo su colpo. Al 4′ un destro di Pepe dai 20 metri viene parato da Benassi; tre minuti dopo Giacomazzi da posizione molto ravvicinata ha una buona occasione a volo su cross di Oddo, Buffon respinge d’istinto. Il Lecce perde Strasser, infortunato dalla caviglia, e Cosmi è costretto a mettere in campo l’ex Olivera.

Dopo un paio di opportunità per la Juventus con Quagliarella e Marchisio, e altrettante chances per il Lecce con Muriel e Di Michele, Quagliarella si fa male allo zigomo (probabile frattura) ed entra Matri, il quale si mette subito in luce al 25′ partendo sulla sinistra, lanciato molto bene da Vucinic, e provando il tiro che però risulta debole e centrale. Nemmeno due minuti e Matri questa volta va in goal, portando in vantaggio la Juventus: il bomber approfitta di una pessima respinta di Benassi dopo una conclusione potente ma centrale di Vucinic, e mette in rete di testa da meno di un metro.

Dopo il vantaggio la Juve prende sicurezza e gestisce senza problemi il campo e il pallone, facendosi viva dalle parti di Benassi con Pepe e Vucinic, anche se nel finale il Lecce ci prova orgogliosamente: al 42′, su corner del Lecce, Olivera per un soffio non riesce ad impattare di testa da dentro l’area di rigore; al 46′ Di Michele prova un tiro improvviso da fuori area, Buffon sembra un po’ sorpreso ma riesce a respingere in qualche modo tuffandosi sulla sua destra.

La Juventus ha subito una grande occasione per raddoppiare all’inizio della ripresa: Marchisio fugge in contropiede sulla sinistra, effettua un cross al centro ma Esposito anticipa di un soffio Vidal, che stava per intervenire sotto misura. Poi il Lecce prova a reagire cercando di impadronirsi dell’iniziativa e mettendo la Juventus nella propria metacampo. Al 58′ c’è un’azione molto lunga e insistita da parte di Cuadrado, Di Michele, poi ancora Muriel,  che sbagliano a concludere a rete ma mettono comunque i brividi alla difesa della Juve, che con un certo affanno riesce a salvarsi. Dopo una ventina di minuti di sofferenza per la Juventus, la partita si spegne progressivamente, con la Juve che preferisce gestire il risultato anziché cercare il raddoppio. Al 65′ una punizione dal limite di Oddo, calciata bene, finisce con palla di poco alta. Al 73′ Cosmi prova a ravvivare la sua squadra mettendo in campo l’ex Pasquato al posto di uno stanco Di Michele.

Il Lecce si allunga pericolosamente, e al 78′ la Juve riesce a trovare uno spazio sulla destra con Matri, che però sbaglia il cross per Vucinic e consente la comoda uscita di Benassi. Tre minuti dopo un gran destro radente di Vucinic dal limite viene deviato in corner da Benassi. Cosmi prova la carta Corvia al posto di Obodo negli ultimi 10′; e all’83′ il Lecce ha un’occasione clamorosa con Pasquato, che calcia a volo da ottima posizione su cross di Mesbah, ma la palla termina fuori.

Negli ultimi 5′ Conte fa entrare De Ceglie per Pepe e si mette con la difesa a cinque. Al 89′ Matri servito da Vucinic prova il sinistro sotto la traversa ma Benassi devia in angolo. Al 90′ Cuadrado ci prova dal limite dopo una lunga sgroppata sulla sinistra, ma Buffon blocca senza problemi. Un attimo dopo, su ribaltamento di fronte, Matri lanciato in contropiede va al tiro, deviato in angolo dopo un grande recupero di Tomovic. Il finale è incandescente con le due squadre molto stanche, ma non succede altro di rilevante e la Juventus riesce a portare a casa i tre punti.

CHIAVE – L’organizzazione difensiva della Juventus ha fatto la differenza in una partita che ha visto la formazione di Conte non brillantissima sul piano del gioco, e un po’ in sofferenza fisica negli ultimi 20′. I continui ripiegamenti di Pepe e Vucinic che danno una mano costante al centrocampo, una difesa protetta da tre centrocampisti interni, hanno migliorato in modo decisivo la fase difensiva della squadra. Oggi tutto questo è stato l’aspetto determinante in questa gara.

CHICCA – Nonostante Beppe Marotta abbia festeggiato il capodanno col botto di mercato Borriello, i supporters bianconeri, che non hanno dimenticato il rifiuto dell’attaccante ex Roma a vestire la maglia bianconera di due anni fa, gli hanno voluto dare il loro “caldo benvenuto”: un enorme striscione campeggiava infatti nella curva riservata ai tifosi bianconeri: “Borriello mercenario senza onore e dignità”. Chissà se il centravanti riuscirà a farci accettare dai suoi nuovi tifosi, magari a suon di goals.

TATTICA – Il 3-5-2 del Lecce contro il 4-3-3 della Juventus, ma a decidere la gara sono stati lo svarione difensivo del Lecce che ha consentito a Vucinic di andare al tiro indisturbato, e la respinta disastrosa di Benassi che ha permesso a Matri di segnare. Negli ultimi minuti della partita il Lecce prova il tutto per tutto e Cosmi adotta un 4-2-4 con Corvia e Muriel in avanti, Pasquato a destra e Cuadrado a sinistra; ma la Juve regge: Conte sceglie un 5-4-1: difesa a cinque con De Ceglie a sinistra al posto di Pepe e Matri unica punta.

MOVIOLA
– Due episodi da segnalare: al 43′ viene fischiato un fuorigioco a Muriel, che invece è tenuto in gioco da Bonucci; mentre al 57′ c’è un sospetto contatto in area leccese tra Vucinic e Tomovic: probabilmente ci poteva stare il penalty.

PROMOSSI & BOCCIATI – Nel Lecce spicca la prestazione di Cuadrado, che spesso ha messo in difficoltà Chiellini sulla destra; buona prestazione anche di Muriel, agile e veloce. Male invece i difensori centrali, soprattutto Oddo (che è un centrale adattato) ed Esposito, che hanno combinato il pasticcio in occasione del vantaggio della Juve. Un po’ meglio rispetto ai compagni di reparto, invece, Tomovic.

Nella Juventus nessuno ha svettato sugli altri: diamo quindi la palma del migliore in campo a Matri per essere stato ancora una volta decisivo. Anche Vucinic ha giocato una buona gara, contribuendo a confezionare l’azione del goal e regalando qualità in fase offensiva, oltre che quantità nei ripiegamenti difensivi. Bene anche la difesa (anche se Bonucci ogni tanto ha accusato qualche passaggio a vuoto), mentre a meta campo Pirlo non ha giocato una delle sue partite migliori.

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GAZZETTA SU LECCE-JUVE

Pubblicato da Alfredo su 9 gennaio 2012

Juve, il massimo col minimo
A Lecce basta un gol di Matri

Milano, 08 gennaio 2012

I bianconeri vincono in trasferta grazie alla rete del centravanti, entrato al posto dell’infortunato Quagliarella ( frattura dello zigomo destro) e subito a segno, al 27′. Pugliesi volitivi ma poco concreti sottoporta, la squadra del leccese Conte invece è cinica: crea poco, soffre, ma porta a casa una vittoria fondamentale

Matri segna trafiggendo Banassi. Ap
Matri segna trafiggendo Banassi. Ap

IL MASSIMO RISULTATO CON IL MINIMO SFORZO. La Juventus porta a casa i tre punti da Lecce, grazie ad un gol di Matri. Risultato striminzito, ma preziosissimo. Perchè la Vecchia Signora tiene così la vetta della classifica, a braccetto con il Diavolo. Oh, se poi vogliamo andare ad analizzare la prestazione dei bianconeri al Via del Mare, diciamo però che la cosa migliore è stata il risultato. La Juve ha rischiato pochino, anche se i velocisti dell’attacco giallorosso hanno messo talvolta alle corde i possenti difensori della capolista, creando comunque più mischie che palle gol nitide. Però la Juve ha pure creato troppo poco, avendo il demerito di non spingere dopo l’1-0, limitandosi a gestire il risultato. Tra l’altro l’uomo partita, Matri, è entrato in campo solo per l’infortunio di Quagliarella, che gli era stato preferito da Conte. Che comunque si gode il successo nel ritorno da tecnico della Juve nella sua città, e che importa se ha dovuto strapparlo con le unghie e con i denti: i cambi nel finale di Pepe con De Ceglie e Pirlo con Marrone sono indicativi. A Lecce invece Cosmi non è ancora riuscito a vincere, da tecnico, ma oggi ha poco da appuntare ai suoi giocatori, se non un po’ più di concretezza sottoporta. Ma la classifica resta da film dell’orrore: mette i brividi.

IL LECCE C’E’ — La gara mette di fronte l’unica squadra imbattuta della serie A, la Juve, a una squadra che di partite ne ha perse 11, e in casa non ha mai vinto, il Lecce. Teoricamente non ci dovrebbe essere partita, ma le partite poi bisogna giocarle. E infatti il Lecce gioca forse pure meglio dei bianconeri nel primo tempo. I bianconeri sono un po’ letargici, forse devono smaltire la pausa di campionato, e riprendere ritmo e adrenalina. Il Lecce sfrutta la velocità supersonica dei colombiani Cuadrado e Muriel, che mette in difficoltà il compassato Bonucci, costretto ad un paio di fallacci. Giacomazzi su schema su punizione testa i riflessi di Buffon: ottimi. La Juve stenta, invece, davanti. Quagliarella, preferito a Matri da Conte, è più contropiedista che prima punta, fatica a fare reparto.

Alessandro Matri. Ap
Alessandro Matri. Ap

ORGOGLIO MATRI — Al 23′ finisce la partita di Quagliarella, davvero sfortunato. Appena rientrato dal lungo infortunio al crociato, si fa di nuovo male proprio quando ha conquistato il posto da titolare. Stavolta allo zigomo destro, fratturato. Al suo posto entra Matri. Che prima si divora un gol in contropiede, poi segna. Sulla respinta maldestra di Benassi su Vucinic ribadisce in rete di testa. Da opportunista, da centravanti vero, da Matri. Settimo gol in sedici presenze stagionali, andateci voi a spiegargli come mai è partito dalla panchina, e, ancor di più, come mai la Juve ha preso sul mercato un centravanti che con lui fa scopa, Borriello, peraltro suo concorrente in chiave Nazionale. Alla Juve dopo il vantaggio si limita ad amministrare il risultato, mentre il Lecce nel finale di tempo si fa pericoloso con Di Michele, Buffon se la cava. All’intervallo la Juve è avanti di un gol, senza aver fatto molto, per dir la verità.

RIPRESA SOTTORITMO — Il secondo tempo è modesto. La gara si incattivisce: aumentano i falli e diminuisce il gioco. Il ritmo cala: la Juve lo abbassa per gestire la partita, e poteva farlo anche provando a chiudere i conti, il Lecce paga alla distanza la fatica dei suoi scattisti, là davanti. Il risultato è che non c’è verso di vedere un’occasione da gol, rara come la pioggia che precipita su Lecce. Si apre qualche spazio giusto nel finale, per i contropiede della Juve, pericolosa con Vucinic prima, il grande ex, e Matri poi: Benassi si riscatta del pasticciaccio sul gol. Alla Juve, che comunque deve trattenere il fiato sino al 92′, poggiando su una difesa che non prende oltre 350′, va bene anche così. Vince, porta a 17 il filotto di imbattibilità da inizio campionato, ed è record eguagliato in casa bianconera, e resta in vetta.

Riccardo Pratesi

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17° GIORNATA DI ANDATA

Pubblicato da Alfredo su 9 gennaio 2012

Lecce – Stadio “Via del Mare” – 8/1/2012

LECCE-JUVENTUS 0-1     27′ Matri

LECCE (3-5-2):

Benassi – Oddo Tomovic Esposito – Cuadrado Strasser (dal 5′ Olivera) Obodo (dall’82′
Corvia) Giacomazzi Mesbah – Muriel Di Michele (dal 73′ Pasquato) -   All. Cosmi

JUVENTUS (4-3-3):

Buffon 6,5 – Lichtsteiner 6,5 Barzagli 6,5 Bonucci 5,5 Chiellini 6 – Vidal 6 Pirlo 5,5
(dall’87′ Marrone sv) Marchisio 6 – Pepe 6 (dall’85′ De Ceglie sv) Quagliarella sv
(dal 23′ Matri 6,5) Vucinic 6,5 -   All. Conte 6

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