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Blog bianconero

Archivio per ottobre 2011

TUTTOSPORT SU INTER-JUVE

Pubblicato da Alfredo su 30 ottobre 2011

La Juve espugna San Siro. Vucinic-Marchisio show

I bianconeri battono 2-1 l’Inter grazie ai gol del montenegrino e del centrocampista. Inutile la rete del momentaneo 1-1 di Maicon che aveva ridato speranze ai nerazzurri. Incredibile rigore non dato alla squadra di Conte per un atterramento di Castellazzi su Marchisio

La Juve espugna San Siro. Vucinic-Marchisio show© LaPresse

TORINO – L’eterno duello, l’ennesima sconfitta: in poche parole si può riassumere il senso di una partita che ha il sapore dell’epica e della storia. Una partita infinita tra Inter e Juventus che si porta a casa il suo trofeo, tre punti meritati ampiamente. L’Inter – come le stelle – resta a guardare e non riesce a cambiare passo: non serve evocare (negli striscioni della Nord e nell’anima dei tifosi) lo spirito di Giacinto Facchetti, inutile agitare lo spauracchio di Calciopoli, spargere sale su una ferita che fa fatica a rimarginarsi, anzi ancora sanguina copiosamente. La Juventus assesta uno schiaffo in piena faccia all’Inter vincendo 2-1 al Meazza: Massimo Moratti non l’ha presa bene e il suo volto pietrificato (come a Novara) è più eloquente di mille parole. Non basta il cuore, nè l’impegno: quelli non fanno classifica che per i nerazzurri resta un incubo (8 punti). La partita finisce con i bianconeri che festeggiano sotto la loro curva, dandosi la mano stringendosi al loro allenatore Antonio Conte che ha rivoluzionato la squadra nella testa e nelle gambe. L’Inter migliora, di partita in partita ritrova forma fisica ma è distante 11 punti dalla Juventus capolista: c’è preoccupazione perchè la squadra di Ranieri scivola lentamente verso una deriva di mediocrità. I nerazzurri devono fare i conti con se stessi, hanno dato sicuramente il massimo, mentre la Juventus ha saputo concretizzare il proprio lavorio: spietata la Vecchia Signora, cinica quanto basta, cattiva e acuminata. L’Inter soffre e rientra negli spogliatoi con i cerotti.

IL SECONDO TEMPO – La cura Ranieri sortisce qualche effetto ma il piatto piange. L’Inter entra in campo grintosa e aggressiva: obiettivo non dare tregua a Pirlo, andare a pressare alti ma – al 12′ – è la Juventus a portarsi in vantaggio con Vucinic che riesce a ribattere un pallone calciato da Matri e non trattenuto da Castellazzi. L’Inter si riversa in attacco: sale Maicon e arriva la rete del pareggio: è il 28′ quando Sneijder offre un pallone magnifico al brasiliano che lascia partire un destro irresistibile, imprendibile per Buffon che si arrabbia con Bonucci. Forse una deviazione da parte sua. Maicon si lascia andare a un’emozione incontenibile, a una gioia forte e sentita. ma la partita non è finita perchè al 33′ è Marchisio a riportare la sua squadra nuovamente in vantaggio. Difesa nerazzurra in balia delle onde: rasoterra sul primo palo, si arrende Castellazzi. Ma il bottino avrebbe potuto essere più rotondo se l’arbitro Nicola Rizzoli – non brillante – avesse fischiato un rigore al 40′ quando sempre Marchisio viene atterrato da Castellazzi. Ranieri cerca di raddrizzare il match ma c’è poco da fare: Chivu soffre, Sneijder non sta bene, Obi è timido. Zarate ha dovuto lasciare spazio a un inutile Castaignos. E anche l’innesto di Alvarez non ha cambiato di molto. Lento e spesso fuori fase. I vecchi tirano la carretta con difficoltà e fatica, i giovani sono inesperti, goffi, lontano anni luce dai campioni e compagni di spogliatoio. Una pessima annata si annuncia per l’Inter come ha riconosciuto Moratti ieri davanti all’assemblea dei soci. La partita continua con un’Inter generosa che costruisce le sue occasioni con Pazzini (traversa), Obi, Maicon. Un gruppo che cerca uno sbocco in campo senza paura di spendersi ma la sofferenza è continua e costante. Quella che si legge sulle facce dei giocatori come Nagatomo e Zanetti. La Juventus è tonica, ha voglia, ha fame di gloria. È forse – in un secondo tempo con sei ammoniti (uno nel primo) – qui la chiave della partita: ottimo Vucinic, bene anzi benissimo Marchisio, in tono minore Pirlo. Nel complesso una bella squadra che rispecchia il carattere guerriero di Conte. Tanta la delusione dell’Inter, un brutto rospo da buttare giù: i nerazzurri volevano vincere nel nome di Facchetti. L’amarezza è difficile da smaltire, ma mercoledì arrivano i francesi del Lille per la Champions. Altre batoste potrebbero essere letali. Si va a dormire. Nelle orecchie i cori della festa della Signora che preannunciano una brutta nottata.

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GOAL.COM SU INTER-JUVE

Pubblicato da Alfredo su 29 ottobre 2011

Inter-Juventus 1-2: Vucinic e Marchisio fanno volare nuovamente in vetta la Signora. Nerazzurri a fondo!

In vantaggio con Vucinic, la Juventus si è vista raggiungere sul pari da un bel goal di Maicon, ma ha poi ritrovato il vantaggio con un goal di Marchisio.

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di Giuseppe Amato

 L'esultanza di Vucinic e degli juventini dopo il goal del montenegrino in Inter-Juve (Getty Images)

Getty Images

E’ un match che regala certezze quello giocato stasera a San Siro tra una squadra che sembra definitivamente rientrata nella lotta scudetto dopo anni di limbo seguiti alla vicenda di Calciopoli e l’altra che viceversa sembra essere la più depressa del momento in Serie A. Il campo premia la Juventus che vola così in vetta alla classifica e stacca di 11 punti una (virtuale?) concorrente per lo scudetto. Continua il momento nero dell’Inter che dopo questa sconfitta conta solo 8 punti in classifica con una media che probabilmente non basterebbe neanche per salvarsi.

FORMAZIONE – L’Inter si presenta in campo con il 4-3-1-2 che è il modulo cui Ranieri si è affidato per cercare di uscire dalle sabbie mobili in cui la squadra nerazzurra sembra essere finita. Coppia d’attacco Zarate-Pazzini ed esclusione per Milito (ascoltato dunque il consiglio di Moratti che in settimana ha affermato di vedere un Milito ‘poco in forma’). La Juventus si affida al tradizionale 4-2-4 (?!) e cerca di sfruttare la profondità sulle fasce per servire la scatenata coppia d’attacco Matri-Vucinic, per tutta la partita in grado di creare grossi grattacapi alla difesa nerazzurra.

PARTITA – I primi 10 minuti vedono una grande Inter, scesa in campo vogliosa di spazzare via le critiche e cercare di portare a casa 3 punti che sarebbero probabilmente fondamentali più per il morale che per la classifica. Ma la Juventus cresce poco a poco ed ha il merito di riuscire a colpire per prima: al 12′ è Vucinic a segnare il gol del vantaggio bianconero su respinta di Castellazzi seguita a una bella azione corale della squadra ospite.

L’Inter non si abbatte e cerca il pareggio che troverà 15 minuti più tardi con un bel tiro di Maicon deviato leggermente da Bonucci (la piccola deviazione è probabilmente decisiva nel tradire Buffon). Ma il momentaneo pareggio non dura più di 5 minuti: è stavolta Marchisio, su bel suggerimento di Matri, a trafiggere l’estremo difensore dell’Inter Castellazzi. Nel finale del primo tempo da notare una grandissima occasione capitata sui piedi di Marchisio, stavolta ipnotizzato da Castellazzi.

Nel secondo tempo l’Inter ci mette cuore e tenta in tutti i modi di agguantare il pareggio. Ma la difesa della Juventus è solida e riesce a rimpallare tutti i tentativi che provengano da dentro o fuori dall’area dai piedi principalmente di Pazzini (clamororosa traversa colpita dal bomber) e Sneijder. Non c’è niente da fare ed è anzi la Juventus che, basandosi sulle ripartenze, riesce a creare le occasioni più pericolose prima con Estigarribia (miracolo di Castellazzi) e poi con Del Piero (pallone che finisce fuori). Arriva il triplice fischio quando il risultato di 2-1 è invariato rispetto al primo tempo.

CHICCA – Nel post-Calciopoli la Juventus è una vera e propria bestia nera dell’Inter: non basta avere statistiche alla mano per notare una stragrande maggioranza di vittorie bianconere. Una bella soddisfazione di rivincita per i tifosi bianconeri dopo le delusioni sportive e giuridiche seguite alla triste vicenda del 2006.

CHIAVE – La chiave è sicuramente rappresentata dal differente cinismo delle due squadre. Da un lato la coppia Matri-Vucinic sembra intendersi alla perfezione e riesce a essere letale, dall’altro la coppia Pazzini-Zarate crea qualche grattacapo ma non riesce a pungere, tant’è che l’unico gol nerazzurro proviene dai piedi di un difensore (Maicon).

TATTICA – La Juventus costruisce la sua partita e i suoi gol giocando sulle fasce. L’Inter con il suo modulo preferisce giocare per vie centrali e spesso impatta con la solida difesa juventina, non riuscendo a trovare facilmente la via del gol come fanno gli avversari. In questo senso Conte sembra sicuramente aver letto la partita meglio del collega/rivale Ranieri.

MOVIOLA – Sicuramente non la miglior prestazione per quello che probabilmente è il miglior arbitro italiano, Rizzoli. Nel primo tempo un suo collaboratore lo induce a sbagliare fischiando un fuorigioco inesistente su Matri, poi nega un rigore a Marchisio (alla moviola appare netto). Fortunato nell’aver penalizzato principalmente la squadra vittoriosa: ci saranno poche polemiche nei suoi confronti nonostante gli errori non fossero sicuramente di poco conto.

PROMOSSI & BOCCIATI – Nella Juventus spicca la prova della coppia d’attacco Vucinic-Matri che riesce sempre a infastidire e far male alla difesa avversaria. Prova positiva anche per Lichtsteiner che garantisce un’ottima spinta sulla fascia. Nell’Inter il migliore è senza dubbio l’autore del gol Maicon. Viceversa sembra sottotono la prova di Sneijder: probabilmente dall’olandese ci saremmo aspettati di più.

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GAZZETTA SU INTER-JUVE

Pubblicato da Alfredo su 29 ottobre 2011

Sì, la Juve è di nuovo grande
Sbanca San Siro e torna prima

MILANO, 29 ottobre 2011

I bianconeri vincono 2-1 sul campo dell’Inter una partita bellissima nel primo tempo: Maicon risponde a Vucinic prima della rete di Marchisio, che si vede negare un rigore evidente. Nella ripresa la squadra di Conte controlla concedendo poco

I giocatori della Juve ad abbracciare Conte dopo l’1-0 di Vucinic. Ansa

La Juve è tornata. Attenti alla Juve. Adesso sarà difficile ricordare i settimi posti, adesso sarà difficile rifiutare sdegnosamente la parola “scudetto”. La Juventus arriva da capolista a San Siro e ne esce ulteriormente rinforzata, grazie a un 2-1 meritato, passibile anche di recriminazioni per un rigore negato e occasioni fallite. Non vinceva a San Siro dal 2008, mai dopo Calciopoli era arrivata qui da “favorita”. Alla “goduria” dei bianconeri, che nel finale sognano anche il gol di Del Piero (fuori di poco in contropiede), si aggiunge la consapevolezza di aver dato una mazzata ai rivali di tutta una vita. L’Inter si ritrova a meno undici, alle prese con i problemi di sempre in questa stagione: fiato corto, campo lungo, troppi spazi per gli avversari. La volontà dei “campioni di tutto” non basta più, la voglia di rivalsa dei bianconeri, messi bene in campo da Conte, possono di più.

I GOL — La Juve sfonda sulle fasce ma anche per vie centrali: Matri domina in mezzo all’area e mette lo zampino in entrambi i gol. Il primo arriva al 12’: l’ex Cagliari apre bene a destra per Lichtsteiner, che affonda e crossa basso. Tocco di punta di Matri, respinta di Castellazzi, Vucinic ribadisce in gol per l’1-0. Al 33’ Matri piazza l’assist, chiudendo un bel triangolo al limite dell’area con Marchisio, che penetra come nel burro: rasoterra di destro all’angolino per il 2-1. In mezzo, infatti, c’è stata la reazione dell’Inter: un tiro di Zarate al 26’ è il preludio al pareggio. Sneijder recupera palla a centrocampo, serve Maicon in area: tiro immediato e potente, deviato da Bonucci. Gol e gioia smisurata per il brasiliano, che poco dopo piazza un cross perfetto per Pazzini: colpo di testa e traversa piena. Sotto 2-1, l’Inter ci prova, la Juve non chiude, ma porta a casa i tre punti

IL CASO — Poteva poi esserci un derby d’Italia senza casi da moviola? Il più grosso arriva al 39’, quando Pirlo infila la difesa con un assist centrale per Marchisio. Il centrocampista tocca sopra Castellazzi e poi si gira per saltarlo: contatto netto e rigore. Rizzoli non fischia, risparmiando anche l’espulsione di Castellazzi. Marchisio nell’intervallo rivela che l’arbitro si spiega così: “Avevi già tirato”. San Siro poi si infiamma per un mani di Chiellini, comunque avvenuto fuori area.

 JUVE SUPERIORE — La Juve fa una gran impressione soprattutto nel primo tempo, quando pare poter arrivare al tiro in ogni occasione, grazie a un netto predominio a centrocampo e più idee degli avversari. La squadra di Conte gioca sempre la palla, anche in uscita dalla difesa, prendendosi forse un po’ troppi rischi, con Pirlo che sì illumina, ma talvolta esagera in fase di alleggerimento. Quando si distende fa male grazie alla discese di Lichtsteiner, alle sponde di Matri, alla disciplina tattica di Vucinic, all’ubiquità di Marchisio e Vidal. In più sfrutta la superiorità atletica, spesso visibile a occhio nudo.

INTER, I NERVI NON BASTANO — L’Inter esce da San Siro a meno undici e con molti dubbi sulla possibilità di lottare davvero per tornare in alto. Tutto ciò nonostante non giochi affatto la sua peggior partita della stagione. In questo momento è inferiore alla Juve, se non altro per forma fisica e convinzione, ma resta in partita di nervi. L’esultanza di Maicon ne è testimonianza, così come l’ira di Sneijder nella ripresa. Ranieri dopo l’intervallo stupisce tutti inserendo Castaignos per Zarate: non andrà benissimo. Pazzini prova a riciclare ogni pallone, e fa paura alla Juve dal 3’ (tacco su tiro Maicon) fino al 90’ (girata al volo fuori e tiro ribattuto da Lichtsteiner nel finale), Lucio tiene alta la squadra con gli anticipi, Maicon è la solita arma sulla destra. Non basta, ma avesse giocato sempre così le sconfitte in campionato non sarebbero già cinque.

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10° GIORNATA DI ANDATA

Pubblicato da Alfredo su 29 ottobre 2011

Milano, Stadio “G. Meazza”, 29/10/2011

INTER-JUVENTUS 1-2     12′ Vucinic (J), 28′ Maicon (I), 33′ Marchisio (J)

INTER (4-3-1-2):

Castellazzi – Maicon Lucio Chivu Nagatomo – Zanetti Cambiasso Obi (dal 64′ Stankovic) – Sneijder (dal 78′ Alvarez) – Pazzini Zarate (dal 46′ Castaignos) -   All. Ranieri

JUVENTUS (4-3-3):

Buffon 6 – Lichtsteiner 7 Barzagli 7 Bonucci 6,5 Chiellini 6,5 – Vidal 6,5 (dal 88′ Pazienza sv ) Pirlo 6,5
Marchisio 7,5 – Pepe 6,5 Matri 7 (dal 70′ Estigarribia 6,5) Vucinic 7 (dal 84′ Del Piero 6) -   All. Conte 8

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GOAL.COM SU JUVE-FIORENTINA

Pubblicato da Alfredo su 26 ottobre 2011

Juventus-Fiorentina 2-1: Jovetic risponde a Bonucci, poi bomber Matri regala i tre punti a Conte

Dopo esser passati in vantaggio e aver sprecato molto, i bianconeri vengono raggiunti a inizio ripresa, ma poi si prendono la vittoria con una rete del loro cannoniere.

P

di Francesco Mezzatesta

Alessandro Matri realizza il 2-1 in Juventus-Fiorentina (Getty)

Getty
Dopo il pareggio di sabato contro il Genoa, la Juventus di Antonio Conte è tornata alla vittoria, battendo per 2-1 la Fiorentina. Nel primo tempo è stato Bonucci il mattatore, nella ripresa sono arrivate le reti di Jovetic e quella (decisiva) di Alessandro Matri.FORMAZIONI -

Conte ritrova i muscoli Vidal e lo mette subito in mezzo al campo per supportare Pirlo e Marchisio. Niente turnover per la difesa, confermata in blocco quella di sabato sera. In avanti, Vucinic e Pepe supporteranno Matri per un 4-3-3 che a seconda dei movimenti di Pepe, Marchisio e Vidal può agevolmente diventare un 4-4-2 in corsa. Per i viola in avanti, non è ancora pronto Gilardino, ma ritrovano Vargas come titolare e affianca Cerci e Jovetic. Kharja si schiera sulla mediana fra Munari e Behrami a sostituire lo squalificato Montolivo. Difesa a quattro, a proteggere Boruc, con De Silvestri, Natali, Gamberini e Pasqual.PARTITA – La Juve deve dimostrare al proprio tecnico e alla critica che la prestazione contro il Genoa è stato un piccolo incidente di percorso; la Fiorentina deve giocare per Mihajlovic e sicuramente lontano dal Franchi riesce ad esprimersi meglio, senza le pressioni del pubblico di casa. I viola, in bianco oggi, soffrono da subito i ritmi dei padroni di casa, Kharja gioca praticamente a uomo su Pirlo, ma non basta per arginare la Juventus. I bianconeri, oggi in rosa, vanno vicini al goal tre volte nei primi minuti. Su un calcio d’angolo, come contro il Genoa, di Pirlo, Boruc respinge corto un destro di Vidal, ma il più lesto di tutti è Bonucci a ribadire in rete per il vantaggio juventino. Dopo il goal la Juve non rallenta e continua a tenere sotto scacco i viola; va vicina al raddoppio con Matri e Pepe e Vucinic. I padroni di casa domina in lungo e in largo ma sbagliano troppo davanti a Boruc; la Fiorentina è nulla nella prima frazione di gioco. Sullo scadere è clamoroso il goal fallito da Vucinic dopo uno scambio con Vidal. Il dettaglio più impressionate del primo tempo è il possesso palla.

Nella ripresa Mihajlovic butta subito nella mischia Gilardino, al rientro dopo l’infortunio, al posto di un inesistente Cerci e passa ad un 4-4-2 con Vargas e Munari sugli esterni. C’è subito una reazione dei viola vicini al goal con un colpo di testa di Jovetic dopo un calcio d’angolo dopo soli 40 secondi. La partita è completamente diversa nella ripresa, molta più Fiorentina, anche perché meno del primo tempo non poteva fare. La Juve ha abbassato i ritmi e subisce spesso le giocate dei viola. Con una bella ripartenza la Fiorentina trova il pari. Gilardino crossa dalla destra Lichsteiner scivola,  Vargas rifinisce per Jovetic che controlla di destro e con lo stesso piede la mette là dove Storari non può arrivare. La Juventus è brava a non demoralizzarsi e grazie ad un’azione caparbia di Pepe trova il nuovo vantaggio. L’esterno in percussione, cadendo, riesce a servire Matri che, solo davanti a Boruc, non può sbagliare. La Fiorentina sembra spegnersi e solo nel finale sfiora il pari con Gilardino.

CHIAVE - La chiave della partita è stata la giocata di Pepe che porta i bianconeri in vantaggio. I bianconeri stavano soffrendo il cambio di modulo dei viola e il goal ha spostato gli equilibri dell’incontro in favore dei bianconeri.

CHICCA – Il tocco di destro con il quale Jovetic trova il goal del pareggio è imprendibile. Il montenegrino-fiorentino trova una traiettoria pregevole che evidenzia la classe sopraffina del giovane bomber.

TATTICA - La mossa di Mihajlovic nel primo tempo di mettere Kharja su Pirlo è stata decisamente controproducente. Con l’inserimento di Gilardino e il passaggio al 4-4-2 la Fiorentina copre meglio il campo. La Juventus usa un 4-3-3 con Vucinic e Pepe che si sacrificano molto più di Matri. Quando passa al 4-4-2 con l’inserimento di Estigarribia, si limita a contenere.

MOVIOLA - Sul goal di Bonucci c’è un blocco sul calcio d’angolo proprio del difensore bianconero su Jovetic, della Fiorentina non protesta nessuno, ma siamo al limite. Al 37’ manca un giallo per De Silvestri che trattiene vistosamente Chiellini. Al 58’ Matri è fermato per fuorigioco, ma l’attaccante è in posizione regolare. Pepe si lascia cadere in area e non protesta, ma potrebbe prendere un giallo per simulazione.

PROMOSSI&BOCCIATI - Eccezionale l’azione che porta la Juve sul 2 a 1 ed è tutta merito di Pepe. L’esterno ci mette sempre un grande corsa ma sull’assist per Matri c’è anche una buona tecnica. Meno bene del solito Pirlo che perde qualche pallone di troppo; da rivedere anche Vucinic, che ci mette tanta corsa, ma poca precisione nei tocchi.

Per la Fiorentina, oltre alla classe di Jovetic, che si conferma completamente recuperato dopo l’infortunio che gli ha fatto saltare la scorsa stagione, vogliamo premiare il cuore e la grinta di Behrami. Decisamente in declino Cerci, conferma la brutta prestazione già fatta vedere contro il Catania. Anche Vargas non ha brillato, anzi, ha sbagliato molto.

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GAZZETTA SU JUVE-FIORENTINA

Pubblicato da Alfredo su 26 ottobre 2011

La Juve scherza col fuoco
Poi Matri stende la Fiorentina

TORINO, 25 ottobre 2011

Finisce 2-1 a Torino: i bianconeri giocano un gran primo tempo ma segnano solo con Bonucci, poi vengono ripresi da un super Jovetic prima della rete decisiva del centravanti ex Cagliari, tra i migliori. La squadra di Conte torna provvisoriamente in testa

Leonardo Bonucci festeggia il suo primo gol stagionale. Ansa

La Juventus è prima in classifica, da sola. Grazie al successo 2-1 sulla Fiorentina nell’anticipo del turno infrasettimanale di campionato. Una vittoria meno striminzita di quanto dica il risultato, una vittoria che sa di maturità. La squadra di Conte ha dominato il primo tempo, chiuso avanti solo per la rete di Bonucci, quando i gol di scarto potevano e dovevano – per il gioco espresso – essere di più. Una volta subìto il pareggio di Jovetic, un fenomeno, poteva arrendersi alla beffa. Alla serata in cui gira tutto male. E invece ha avuto la forza di riversarsi di nuovo in avanti, trovare il gol vittoria con Matri, e chiudere in avanti. La rete di Matri è l’altra notizia super di serata, per i bianconeri. Nella scorsa stagione Matri si era preso la Juve in corsa, dimostrando di poter fare il centravanti anche con questa maglia e le relative, immense pressioni. In questo avvio di stagione, nella Juve di Conte, era finito in panchina. Ecco, è il passato, che presto considereremo remoto. Matri si è preso anche questa Juve: è già al quarto gol stagionale, il tredicesimo da quando è a Torino. Una sentenza sottoporta. La Juve non può prescindere da lui in avanti: è l’attaccante che “vede” più la porta. La Fiorentina conferma il momento nero: l’unica consolazione è che con Gilardino in campo, appena recuperato, non potrà che migliorare, specie duettando con uno Jovetic favoloso.

Alessandro Matri, 27 anni, autore del gol decisivo alla Fiorentina. Afp
Alessandro Matri, 27 anni, autore del gol decisivo alla Fiorentina. Afp

SOLO JUVE — Nel primo tempo in campo c’è solo la Juve. Intensa, aggressiva a metà campo, Lippi l’avrebbe definitiva “vogliosa” secondo una definizione che aveva coniato per la sua Nazionale. Il modulo 4-2-3-1, scelto da Conte per la partita, prevede un centrocampista in più, il trottolino Vidal, e un esterno in meno (e Krasic va in tribuna) con Vucinic spostato alto a sinistra e Matri centravanti. E funziona. L’ex Cagliari è il terminale di gioco che alla Juve è mancato troppo spesso in questo inizio stagione, il montenegrino da sinistra può far valere negli spazi la sua tecnica, inibita quanto c’è da fare a sportellate a centroarea. E soprattutto a centrocampo la Juve domina. Marchisio è dappertutto, recupera e riparte, Pirlo imposta con una fiducia sconfinata, a volte persino esagerando nei ricami. Le occasioni capitano a grappoli alla Juve, ma il primo tempo non è adatto per la vendemmia. A tirare le somme di golletto ne arriva appena uno. Angolo di Pirlo, conclusione centrale in mischia di Vidal, sulla respinta corta di Boruc, impacciato, arriva prima di tutti Bonucci che segna a porta vuota. Prima rete stagionale per il difensore ex Bari. Per il resto la Juve fa e dilapida, sprecona. Pepe si fa ipnotizzare due volte da Boruc, Vucinic si divora un gol e ne manca per un soffio un altro. La Fiorentina, non pervenuta, all’intervallo ha limitato i danni, sotto solo di un gol. Ma Mihajlovic ha poco di che rallegrarsi: gli esterni Cerci e Vargas non la vedono mai, l’unico schema è il lancio lungo per il povero Jovetic, che invece andrebbe servito negli spazi palla a terra.

Jovetic festeggiato dopo l'1-1 da Behrami e Pasqual. Ansa
Jovetic festeggiato dopo l’1-1 da Behrami e Pasqual. Ansa

DENTRO GILA, IMPAZZA JOVETIC — Il secondo tempo inizia con Gilardino in campo per Cerci in versione fantasma, in anticipo su Halloween. Al 1’ della ripresa la Viola ha la prima occasione: di testa con Jovetic, non proprio quello che ti aspetti dal talentuosissimo montenegrino. Storari c’è. Ma con un centravanti vero in campo, la Fiorentina è tutt’altra squadra. Perché il purosangue Jovetic, con le briglie sciolte, spopola. E trova il pareggio, sulla sponda di Vargas, coronando un super avvio di ripresa dei suoi. Pareggio comunque clamoroso se si pensa al primo tempo.

MATRI REPLICA — La Juve ha bisogno di questa doccia fredda per rimettersi a giocare. E’ tutto da rifare, ma ha il merito di non pensarci, di non farsi tornare a mente tutte le occasioni sciupate. E la replica, sotto forma di 2-1, arriva quasi immediata. Merito di Matri, al solito implacabile sottoporta, su assist del solito generosissimo Pepe. La Juve soffre un po’ nel finale, ma non concede nulla. E ora guarda tutti dall’alto, in classifica.

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TUTTOSPORT SU JUVE-FIORENTINA

Pubblicato da Alfredo su 26 ottobre 2011

Super Matri trascina la Juve: Fiorentina ko e primo posto

I bianconeri battono 2-1 la squadra viola. Apre Bonucci, pari di Jovetic, gol vittoria di Matri

Super Matri trascina la Juve: Fiorentina ko e primo posto© LaPresse

TORINO - Nell’anticipo della nona giornata, a Torino la Juve batte 2-1 la Fiorentina. I bianconeri dominano il primo tempo. A sbloccare il match è un gol di Bonucci, veloce a raccogliere una respinta difettosa di Boruc. Poi una serie incredibile di occasioni non concretizzate. Nella ripresa i viola scendono in campo con determinazione e raggiungono il pari con un tiro da fuori di Jovetic. Il gol della vittoria dei padroni di casa porta la firma di Matri, servito alla grande da Pepe. In attesa delle altre partite la Juve sale in testa alla classifica con 16 punti.

OMAGGIO A SIMONCELLI
– Il sorriso di Marco Simoncelli sui display, l’applauso di tutto lo stadio: così la Juventus e i suoi tifosi hanno voluto ricordare il pilota romagnolo morto domenica in Malaysia. “Ciao Super Sic 58″ è scritto su un cartello esposto in tribuna; l’applauso di tutto il pubblico bianconero e dei sostenitori viola ha fatto il resto.

RETE DI BONUCCI -
Conte schiera la Juve con il 4-3-3. Chiellini esterno basso a sinistra, con Barzagli e Bonucci al centro della difesa. A centrocampo largo a Vidal-Pirlo-Marchisio. In avanti Pepe e Vucinic sugli esterni con Matri al centro. Nella Fiorentina panchina per Gilardino, Mihajlovic punta su Jovetic, in grande forma. Passano soltanto tre minuti e la Juve va vicina al gol. Matri in verticale pesca Pepe che si inserisce centralmente, il laterale si presenta a tu per tu con Boruc che respinge il suo tiro. In campo ci sono soltanto i bianconeri e infatti al 14′ arriva il gol del vantaggio. Angolo di Pirlo che trova Vidal in area, Boruc respinge malamente il tiro del cileno, arriva Bonucci che insacca senza problemi. I viola non riescono minimamente ad imbastire un gioco offensivo, merito soprattutto del pressing alto della Juve. Matri sfiora il golazo con un tiro di controbalzo da centro area: palla alta. Ancora Juve: Pepe si invola sulla destra, ancora Boruc gli nega il gol. La Juve domina, la Fiorentina in qualche modo riesce a non prendere gol, ma per lunghi tratti non riesce a superare la propria metà campo. A due minuti dal termine uno-due tra Vidal e Vucinic, il montenegrino davanti a Boruc apre troppo il piatto destro: pallone fuori. Finisce il primo tempo: grande dimostrazione di forza della squadra di Conte, ma troppe occasioni fallite.

SUPER MATRI
- Mihajlovic corre ai ripari. Alla ripresa del gioco dentro Gilardino per un evanescente Cerci. Storari si esalta su un colpo di testa pericoloso di Munari su calcio d’angolo. È tutta un’altra Fiorentina: sistemata con il 4-4-2 copre meglio il campo e recupera più palloni a centrocampo. Al 57′ arriva il pari viola. Al termine di un’azione corale, Jovetic al limite dell’area ha il tempo di guardare la porta e piazzare il destro a giro vincente. La Juve a questo punto si scuote. Pepe lotta contro la difesa viola, cadendo riesce a verticalizzare per Matri: l’attaccante di sinistro anticipa l’uscita del portiere. Al 65′ Juve di nuovo avanti. Conte mette dentro Estigarribia al posto di un Vucinic opaco negli ultimi minuti di gioco. La squadra controlla il match, abbassando i ritmi e chiudendo tutti i varchi. De Ceglie entra nei minuti finali per uno stanchissimo Pepe: squadra ridisegnata con la difesa a cinque. Fuori anche Vidal per Pazienza. La Fiorentina non ne ha più ormai e i bianconeri riescono a portare a casa la vittoria.

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9° GIORNATA DI ANDATA

Pubblicato da Alfredo su 26 ottobre 2011

Torino, “Juventus Stadium”, 25/10/2011

JUVENTUS-FIORENTINA 2-1     13′ Bonucci (J), 57′ Jovetic (F), 64′ Matri (J)

JUVENTUS (4-3-3):

Storari 6 – Lichtsteiner 6,5 Barzagli 6,5 Bonucci 6,5 Chiellini 6,5 – Vidal 6,5 (dal 88′
Pazienza sv) Pirlo 6,5 Marchisio 6,5 – Pepe 7,5 (dal 87′ De Ceglie sv) Matri 7
Vucinic 6 (dal 78′ Estigarribia 6) – All. Conte 7

FIORENTINA (4-3-3):

Boruc – De Silvestri Gamberini Natali Pasqual – Behrami Kharja (dal 84′ Silva)
Munari – Cerci (dal 46′ Gilardino) Jovetic Vargas (dal 71′ Ljajic) -
All. Mihajlovic

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GOAL.COM SU JUVE-GENOA

Pubblicato da Alfredo su 23 ottobre 2011

Juventus-Genoa 2-2: Matri non basta, l’Airone Caracciolo rovina la festa bianconera

La squadra di Conte si è trovata per due volte in vantaggio grazie a una doppietta di Matri, parso in gran forma, ma il Grifone non ha mai mollato, portando a casa un punto.

Alessandro Romeo

Vucinic si destreggia tra Veloso e Dainelli (Getty Images)

Getty Images

Partita giocata su buoni ritmi soprattutto nel primo tempo,  nel secondo tempo Conte infoltisce il centrocampo per difendere il vantaggio e i ritmi calano ma le occasioni non mancano soprattutto per i bianconeri. Il cambio tattico non giova però alla Juve  che subisce il pareggio del Genoa, firmato Caracciolo. La partita si chiude dopo sei minuti di recupero sul punteggio di 2-2. Pareggio giusto viste le occasioni creata anche dal Genoa.

FORMAZIONI – Conte ripropone il suo  4-2-4  con la new entry Estigarribia a fare da dirimpettaio a Pepe, schierato sulla destra. In avanti si rivede finalmente Matri a far coppia con il montenegrino Vucinic. Tra i pali Storari sostituisce l’infortunato Buffon.  Nel Genoa Seymour e Merkel dal primo minuto nel 4-4-1-1 schierato da Malesani.

PARTITA – Parte bene la Juventus che va subito in vantaggio con Matri, che al 6’ devia in rete un tiro di Marchisio. Tengono bene il campo i bianconeri anche se rischiano qualcosa dietro sui veloci ribaltamenti di fronte del Genoa.  Proprio su un contropiede arriva il pareggio di Rossi che di testa batte Storari in uscita. Al 41’ Vucinic  non riesce ad approfittare di un errore di Veloso che gli serve palla al limite dell’area,  l’attaccante montenegrino spara addosso a Frey.  Alla fine del primo tempo il possesso palla è nettamente a favore dei bianconeri che però rientrano negli spogliatoi sul punteggio di 1-1.

Il secondo tempo inizia sulla falsa riga del primo, la Juve insiste e Matri raddoppia dopo 13 minuti, i bianconeri sembrano poter controllare tranquillamente il match ma a 5′ dalla fine arriva la doccia fredda per la Juve: ad aprire l’acqua è Caracciolo entrato da pochi minuti, che sfrutta un assist di Kucka che svetta di testa  su Chiellini. Rischia in più occasioni  la retroguardia Juventina che soprattutto nei minuti finali sembra in balia degli avversari. Dopo i 6’ di recupero, l’arbitro Romeo dice che per stasera può bastare. Primi fischi per  il team di Conte che non può essere soddisfatto della prova dei suoi stasera.

CHIAVE – Difficile capire se sia stato Malesani ad azzeccare la mossa vincente inserendo Caracciolo nella ripresa o Conte a sbagliare togliendo una punta per coprirsi, sta di fatto che il vantaggio bianconero svanisce ed è proprio Caracciolo a metterla dentro.

CHICCA -  Dopo le dichiarazioni della dirigenza bianconera, sul contratto del capitano, lo stadio reagisce con numerosi striscioni e un enorme  boato quando Alex Del Piero si alza dalla panchina per riscaldarsi.

TATTICA
– La Juve con le due punte crea molte più occasioni da gol rispetto alle ultime uscite, concretizzando maggiormente il possesso palla. Nel secondo tempo Malesani cerca di recuperare la partita inserendo un altro attaccante, Conte di contro toglie una punta spostando Vucinic sulla sinistra e getta nella mischia Pazienza. I cambi di Conte però sembrano rallentare il gioco e tolgono profondità alla manovra dei bianconeri.

MOVIOLA – Partita senza particolari situazioni da moviola, arbitrata bene dal fischietto di Verona, qualche perplessità sul secondo goal di Matri, ma nel replay è facile apprezzare la posizione regolare dell’attaccante, sull’assist di Vucinic.

PROMOSSI&BOCCIATI – La fase difensiva della Juventus è ancora da rivedere, Conte deve lavorare sugli automatismi dei quattro difensori bianconeri.  Promosso invece Estigarribia, che sembra abbastanza attento in copertura e propositivo nella tre quarti avversaria. Promosso il giovane Merkel, che rischia un gol capolavoro di tacco e coglie la traversa a Storari battuto.

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GAZZETTA SU JUVE-GENOA

Pubblicato da Alfredo su 23 ottobre 2011

Doppio Matri, ma non basta
Il Genoa rimonta la Juventus

Milano, 22 ottobre 2011

Il centravanti dei bianconeri porta due volte in vantaggio la squadra di Conte, ma prima Rossi e poi Caracciolo, nel finale, pareggiano i conti, e nel recupero gli ospiti sfiorano pure il colpaccio. La Juve ora è prima da sola, con un punto di vantaggio sull’Udinese

Alessandro Matri, 3 reti in questo campionato. Reuters
Alessandro Matri, 3 reti in questo campionato. Reuters

La Juventus è prima in classifica, ma da sola, adesso. E però l’anticipo casalingo dell’8ª giornata contro il Genoa sa di incompiuta. Proprio come la gara di Verona con il Chievo, quella precedente. Non basta la doppietta di un Matri enorme, forse la tessera del mosaico che mancava finora, nell’intarsio bianconero, per regalare i tre punti alla squadra di Conte. Un buon Genoa si guadagna infatti il punticino sfruttando le incertezze della difesa bianconera: quando gioca con due punte la Juve si scopre dietro, viceversa non punge. Rossi e Caracciolo approfittano dei lavori in corso in casa Juve – e non sono quelli dello Juventus Stadium, pure sotto inchiesta – ma quelli tecnici, e regalano a Malesani, prima della gara un po’ sotto pressione, la serenità che cercava. La Juve sembra mancare sempre di un centesimo per fare un euro. E ricade nel vecchio difetto di farsi rimontare in casa, e di non essere capace di vincere contro le cosiddette piccole. Nonostante questo l’andamento lento della serie A per adesso la premia: è davanti a tutti, uno scalino sopra l’Udinese.

Matri parte forte — La Juventus parte con la voglia giusta. Con la faccia cattiva, e le gambe che girano a mille. Sarà l’entusiasmo dello Juventus Stedium, stracolmo, o la consapevolezza che la vittoria significherebbe una prova di fuga, al vertice della classifica. Insomma, la partita Conte l’ha preparata bene. A sinistra, alto, c’è Estigarribia, impreciso, talvolta, ma sempre nel vivo del gioco. E soprattutto, nel ritrovato 4-2-4 (in pratica un 4-4-2 con esterni con caratteristiche offensive), davanti a far compagnia a un Vucinic in versione svogliata, c’è Alessandro Matri. Che ritrova una maglia da titolare. E subito il gol. Con un bel riflesso, di sinistro, deviando un tiro dalla distanza di Marchisio. Rete da centravanti puro. Di posizione, di rapina. Fate voi. Gol che alla Juve se non li fa lui, non li segna nessun altro.

La gioia degli juventini dopo la rete dell'1-1. Reuters
La gioia degli juventini dopo la rete dell’1-1. Reuters
Reazione Genoa — La partita sembra indirizzata nei binari auspicati dalla Juve. Avanti, e con il Genoa costretto a fare la partita, nonostante Palacio sia costratto a giostrare da centravanti improvvisato, ma che ora non può più ripartire in contropiede. E invece la Juve avverte un calo di tensione. E quando il furore agonistico viene meno, emergono i limiti individuali e di squadra. Il Genoa capisce che si può ancora raddrizzare, ‘sta partita, e lo fa in bello stile. Merkel, davvero interessante, si inventa un cross invitante dalla sinistra per Rossi, che prende il tempo a Chiellini e di testa trafigge Storari, sostituto di giornata dell’infortunato Buffon. Quando Veloso regala un assist involontario a Vucinic il montenegrino – in vena di fair play – gli restituisce il favore, calciando su Frey con la porta davanti. All’intervallo è dunque 1-1. Juve ancora incompiuta, Genoa convincente.

Super Matri — La Juve riparte forte. Il terminale delle azioni è smpre lui, Matri. Pericoloso di testa e di piede. Tocca pochi palloni, ma è l’unico che dà profondità, e che tira in porta, dei suoi. La gara è avvincente. Perchè la coperta della Juve è sempre troppo corta: se gioca con due punte soffre in mezzo, se gioca con una punta, specie se di manovra come Vucinic, non punge. Dunque gli spazi, stavolta, si aprono da una parte e dall’altra. Merkel, scuola Milan, fa paura due volte alla Vecchia Signora: un suo tacco sfiora il palo, una sua capocciata colpisce la traversa. La Juve replica con un colpo di testa largo di Chiellini, ma la rete porta ancora la firma del migliore in campo, Matri. Che sfrutta una finta da geniaccio di Pirlo, e con due tocchi fa secco Frey: controllo di sinistro e destro secco: 2-1 Juve.

Caracciolo e il Genoa esultano: pari nel finale. Ansa
Caracciolo e il Genoa esultano: pari nel finale. Ansa

Pari Caracciolo — A questa Juve ancora da lavori in corso non basta neppure questo secondo vantaggio. Conte annusa l’aria e inserisce Pazienza per Estigarribia: meglio coprirsi. Non basterà, perchè due dei cambi di Malesani confezionano il 2-2: Kucka salta di testa, Caracciolo infila il pari. E nel recupero un ottimo Genoa sfiora addirittura il colpaccio con Jorquera e proprio Caracciolo. Forse sarebbe stato troppo.

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